Tatuaggi in gravidanza: sono concessi?

Tatuaggi in gravidanza

Che cosa è un tatuaggio

Il tatuaggio ha origini antichissimi con scopi religiosi, di distinzione o di abbellimento.

Negli ultimi anni si è diffusa molto questa pratica anche per i più giovani che spesso si fanno regalare il primo tatuaggio al compimento della maggiore età o addirittura prima.

Sembra che in Europa il 30% dei giovanissimi abbia un tatuaggio e il trend sia in crescita.

Il tatuaggio è una tecnica che permette di decorare la pelle con disegni a colori o monocolore, in maniera permanente.

Il pigmento viene lasciato per mezzo di strumenti ad aghi che creano delle micro-ferite a livello cutaneo e ne depositano il pigmento.

In seguito, la pelle si cicatrizza ed il colore rimane parte integrante dell’area che è stata trattata.

Il tatuaggio generalmente ha una lunga durata, a volte per sempre.

Esistono tatuaggi, firmati da tatuatori che in realtà sono artisti, utilizzano semplicemente un manipolo ad aghi per realizzare le proprie opere sulla pelle.

Si possono fare i tatuaggi in gravidanza?

La tecnica utilizzata per realizzare un tatuaggio, comporta l’introduzione nell’organismo di sostanze estranee che possono dar origine a reazioni, a volte imprevedibili e  che sarebbe il caso di evitare durante la gravidanza.

I rischi non sono legati tanto all’ambiente in cui vengono praticati o dalla professionalità del tatuatore, quanto dai rischi che possono scaturire dalla tecnica stessa e quindi, tatuaggi e gravidanza non vanno molto d’accordo.

La donna  ha un sistema immunitario che lavora diversamente, è più vulneranbile e indifesa nei confronti di  aggressioni, infezioni e ad eventuali  reazioni a  sostanze introdotte con una tecnica come questa.

Farsi un tatuaggio in gravidanza, tecnicamente è possibile, ma altamente sconsigliato per numerosi motivi tra cui:

– rischio igienico, con rischi di infezioni anche gravi

– rischio di possibili infiammazioni

– rischio di possibili allergie o reazioni impreviste

Tatuaggi gravidanza ?

Tutte le situazioni in cui esistono fattori di rischio reali o potenziali,  vanno assolutamente evitate e quindi no ad ogni tipo di tatuaggio in gravidanza compreso il trucco semipermanente o dermo-pigmentazione, che riguarda il viso.

La scelta di farsi tatuaggi in gravidanza sarebbe da rimandare a quando sarà terminato tutto il periodo della maternità, gravidanza, parto e allattamento.

 

Trucco permanente o micro dermo-pigmentazione

Il trucco permanente chiamato anche dermo-pigmentazione, è una tecnica che si è diffusa molto negli ultimi anni rivolta a valorizzare il viso. Si svolge in maniera simile al tatuaggio tradizionale ma, sia gli aghi utilizzati che, i pigmenti  e cioè i colori impiegati sono diversi e diversa è l’azione sulla pelle.

Si possono ritoccare o ridisegnare completamente caratteri  e contorni delle labbra, delle sopracciglia o la linea sopra o sotto agli occhi o a riga infra-cigliare o eye-liner.

In realtà si va a ricreare un po’ il concetto di trucco o make-up, che diventa permanente per la procedura con la quale si realizza.

Se ben realizzato, è un trattamento molto comodo,  meno invasivo ma , a tutti gli effetti è un vero e proprio tatuaggio.

La differenza sostanziale è che come dice la parola dermo-pigmentazione, gli aghi dovrebbero lasciare il colore del tatuaggio solo al derma, la parte intermedia della pelle, mentre con il tatuaggio classico si va anche un pochino oltre.

I pigmenti utilizzati sono colori diversi che nel tempo perdono un pochino il colore, sbiadiscono ed hanno bisogno di essere ripresi, ritrattati o  ravvivati.

L’idea di farsi tatuaggi in gravidanza, di questo tipo, anche se meno invasivi non è consigliabile, per gli stessi motivi per cui è meglio non ricorrere a  quelli di tipologia classica.

Non è consigliato neppure correggere o riprendere tatuaggi precedenti.

Tatuaggio sulla pancia

I tatuaggi sulla pancia in gravidanza, non dovrebbero essere realizzati, se già esistenti, devono essere trattati per evitare che si rovinino e possano mantenere  la loro integrità fino a dopo il parto.

I tatuaggi sulla pancia potrebbero subire delle alterazioni come del resto la pelle su cui sono presenti.

La pancia aumenterà moltissimo le sue dimensioni per accogliere il bambino e quindi la cute subirà una sovradistensione importante.

Durante la gravidanza la pelle  cambia, tende ad essere più secca e meno elastica, nasce l’esigenza di aumentare  l’applicazione di sostanze idratanti, nutrienti e che consentano una certa elasticità, per  adeguarsi alle nuove forme.

Il buon mantenimento di un tatuaggio passa dalle attenzioni che si rivolgeranno alla pelle, per cui bisogna adottare delle abitudini quotidiane nelle quali utilizzare:

-detergenti delicati che non aggrediscano troppo la pelle,  alterando le naturali  protezioni cutanee

-abbondanti quantitativi di prodotti cosmetici idratanti e nutrienti. Composti con burro di cacao, burro di karitè, olii vegetali elasticizzanti e protettivi, saranno l’ideale.

-esporsi alla luce solare con protezioni  medio alte, preferendo la presenza di schermi fisici a quelli chimici.

Tatuaggio allattamento

Ricorrere alla tecnica del  tatuaggio in allattamento,  è da sconsigliare e demandare a tempi successivi.

I tatuaggi in allattamento possono rappresentare pericoli decisamente inferiori, in quanto il bambino è già nato, ma non si sono annullati.

La pelle, interessata ancora per qualche mese dagli ormoni della gravidanza,  è  impegnata a compensare gli stress del periodo che ha dovuto affrontare.

Inoltre l’organismo produce il nutrimento per il bambino ed il latte potrebbe in qualche modo esserne coinvolto.

Se si è pensato di ricorrere ad  un tatuaggio in allattamento e questo può essere posticipato, sarà la scelta migliore.

Tatuaggi all’hennè in gravidanza

I tatuaggi all’hennè che vengono praticati come forma di decorazione in molte popolazioni orientali o africane, sono praticati senza metodi invasivi.  sull’applicazione di uno speciale  composto  sulla pelle. senza metodi invasivi.

Speciali composti, vengono applicati sulla pelle attraverso  dei piccolissimi “sac à poche”,  o siringhe senza ago, creando meravigliosi disegni.

Una volta asciugato, il prodotto depositato si stacca dalla pelle naturalmente, lasciando impresso il disegno predefinito,  con una colorazione ambrata, marrone o nera.

Il tatuaggio all’hennè, può durare da pochi giorni, fino ad un mese circa.

Esistono purtroppo, alcuni composti che contengono sostanze come la parafenilendiamina (Ppd), che potrebbe provocare reazioni allergiche anche importanti e quindi anche se questo tipo sostanza,  dovrebbe  normalmente, essere completamente naturale, meglio evitare se si è in gravidanza.

Si possono applicare piercing in gravidanza

La pratica dell’applicazione di piercing al corpo,  prevede che un oggetto metallico o comunque un corpo estraneo venga saldamente infisso o applicato ad una parte del corpo.

Esistono piercing sulla pancia, sulla lingua, alle orecchie, ai capezzoli, al naso e per quanto possano essere piccoli, le procedure con le quali vengano applicati, sono sempre invasive e pericolose .

Essendo molto elevato il rischio di infiammazioni e infezioni nella fase iniziale, sconsiglio di ricorrere a queste tecniche durante la gravidanza.

Consiglio invece di rimuovere gli eventuali piercing in occasione di un ricovero ad esempio per il parto, in quanto se sono molti e anche difficoltosi nella rimozione, potrebbero rappresentare un problema in caso di urgenza.

Nel caso il parto dovesse trasformarsi in taglio cesareo, gli oggetti metallici non sono concessi per il normale funzionamento di alcune strumentazioni presenti in camera operatoria, quindi meglio non avere piercing in quell’occasione.

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Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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