Si può tenere il piercing all’ombelico in gravidanza? Dipende dal tuo corpo.

Piercing in gravidanza

Il piercing all’ombelico è ormai una moda assai frequente fra le giovani donne, che ha trovato il suo apice in questi ultimi 15 anni. Come è risaputo, è anche uno dei piercing più apprezzati, nonostante abbia dei tempi di cicatrizzazione abbastanza lunghi. Il dolore nel farlo è assai soggettivo, ma sembra che non sia una delle zone più dolorose su cui applicarlo. Quello che è certo è invece la facilità con cui si infetta la ferita, che spesso porta le ragazze alla rinuncia totale di questo accessorio. Infatti è stato provato che l’ombelico sia una delle zone più sporche e meno curate del nostro corpo, per via della sua forma concava, la quale è la sede perfetta per l’annidamento di germi e sporcizia, o semplicemente di fibre e residui dei nostri vestiti (le famose palline di stoffa).

Di solito questo accessorio è il prediletto dalle ragazze, spesso minorenni, oppure dalle giovani signorine, le quali trovano in questo piercing il coronamento di lunghi periodi di allenamenti e diete per raggiungere un addome piatto e scolpito. Inoltre è innegabile la sua eleganza e il suo sex appeal, soprattutto durante la stagione estiva, quando si possono iniziare a indossare i top o le fasce. Purtroppo però, crescendo, si potrà avere un piacevole appuntamento e fare i conti con la gravidanza e i cambiamenti che esse comporta, uno su tutti la crescita del pancione.

É normale, quindi, chiedersi se il piercing all’ombelico in gravidanza possa rappresentare un problema per la nostra salute, e quindi se sia il caso di toglierlo. Queste domande ovviamente sopraggiungono quando una donna inizia a progettare di avere un bambino nel suo immediato futuro, e spesso è anche motivo di inquietudine. Il mondo dell’estetica e della medicina su questo argomento è diviso tra chi sostiene che  la sua rimozione sia d’obbligo, e chi invece trova che questa sia una scelta estremamente personale e che va ponderata sulla base delle proprie condizioni effettive. Infatti al giorno d’oggi esistono dei piercing creati apposta per questa evenienza, dato che il numero di donne con il piercing all’ombelico è sempre in crescita. Bisogna ricordare, però, che la zona addominale è sicuramente una delle aree più colpite dai mutamenti fisiologici causati dalla dolce attesa, quindi invitiamo sempre alla massima prudenza. In questo articolo, dunque, vedremo come curare il tuo piercing al meglio per evitare infezioni e sensazioni dolorose, ma soprattutto capiremo quali sono i segnali che dovrebbero indicarti di rimuoverlo al più presto.

Come curare il piercing alla pancia in gravidanza?

Se hai deciso di tenerlo, allora è necessario che tu gli dia le giuste attenzioni, che ovviamente devono essere maggiori a quelle che daresti di solito, soprattutto se ormai sono molti anni che il gioiello sbrilluccica sulla tua pancia. La pulizia del piercing e dell’ombelico sono procedure che dovranno essere all’ordine del giorno, ma non dobbiamo dimenticarci che anche i vestiti che mettiamo sono rilevanti. Vediamo dunque quali sono le procedure da seguire per evitare inutili complicazioni.

Innanzitutto è importante, se si vuole evitare infezioni e pus, che il piercing venga lavato con regolarità, e per un minimo di una volta a settimana (ovviamente solo se lo hai già da almeno 6 mesi, il lasso di tempo minimo per poterlo togliere ogni qualvolta lo si desideri senza rischiare che il buco si richiuda). Per lavarlo correttamente è necessario rimuoverlo dall’ombelico, e successivamente disinfettarlo con acqua calda e sapone neutro (utilizzare saponi aggressivi o profumati potrebbe causarvi irritazioni e aumentare così le possibilità di predisporsi ad infezioni). Non abbiate paura di romperlo, quindi strofinatelo bene in ogni sua parte, sia la barretta che la pallina avvitatrice. Infine asciugatelo con cura con un panno pulito, evitando tessuti o asciugamani che possono lasciare pelucchi o residui di stoffa.

Una volta terminata la sanificazione del gioiello, possiamo passare, prima della  rimessa nella sua sede, alla disinfettazione della zona interessata. Infatti è importante che quest’area sia sempre ben pulita, e per fare ciò è necessario trattarla singolarmente e non solo durante i momenti di igiene quotidiana come il bagno o la doccia. In teoria dovresti ogni giorno pulire con attenzione l’ombelico con un panno imbevuto di acqua e detergente neutro, e successivamente asciugarlo delicatamente tamponando delicatamente con un panno pulito e asciutto. Nel caso in cui la zona ti sembri leggermente arrossata o manifesti pelle secca, prova ad utilizzare una crema idratante a base di ingredienti naturali, meglio se ad azione lenitiva, a patto che questa non contenga sostante artificiali o sintetiche. Infine ricordati di evitare di grattarti se senti prurito, altrimenti peggioreresti lo stato di irritazione.

Buone abitudini e abbigliamento

Dopo aver terminato la spiegazione base per la disinfettazione quotidiana del tuo piercing, possiamo passare all’introduzione di qualche buona norma di comportamento e di buone abitudini da rispettare. Prima su tutte è evitare di giochicchiare con questo oggetto, perché durante la gravidanza la pelle è molto sensibile, specialmente sull’addome, il quale perde elasticità e compattezza con il passare dei mesi a causa dell’attività degli estrogeni. Inoltre devi evitare tassativamente che anche altri possano toccarlo o stuzzicarlo, soprattutto perché potrebbero essere molto meno delicati di te e anche perché le loro mani potrebbero essere sporche (e ciò potrebbe aumentare il rischio di infezioni). Nel caso questo avvenga,  anche per sbaglio, è sempre bene pulire la zona come abbiamo già esposto.

Essendo posizionato in una zona molto esposta, è normale che il piercing sia a contatto con i nostri vestiti, soprattutto quando il pancione inizierà a crescere, rendendo gli indumenti che già possediamo inadeguati e troppo attillati. Non tutti però vanno messi da parte: quelli che ci stanno più larghi e che ci danno almeno un paio di centimetri in più sulla circonferenza della vita possono ancora essere indossati, anche se è sempre meglio comprare qualche vestito premaman (soprattutto dopo il quinto mese). Questo tipo di indumenti sono indicati per le mamme in dolce attesa perché sono comodi e larghi, quindi non dovrebbero impigliarsi nel piercing e non dovrebbero comprimere troppo l’addome, anche se alcuni pantaloni aderenti premaman a vita alta potrebbero causarvi qualche fastidio (evita quindi collant, body e cinture). Non sottovalutare questi dettagli, perché la pelle dell’addome in questo momento è più sensibile e fragile, quindi il rischio che il piercing si strappi perché è rimasto impigliato nei vestiti è sicuramente più alto. Nel caso questo dovesse accadere, non cercare di medicarti da sola: ferma l’emorragia facendo pressione con una garza sterile e recati al pronto soccorso.

Infine, nel caso in cui dovessi avvertire ogni tanto una sensazione di fastidio all’ombelico dovuta a una piccola infiammazione, puoi sempre ricorrere all’impiego di un impacco caldo o freddo. Questa pratica permette infatti di attenuare l’infiammazione e quindi anche il rischio di infezioni, garantendoti una maggiore sicurezza e una sensazione di tranquillità. Per fare questo tipo di impacco è sufficiente comprare una borsa dell’acqua calda o un semplice impacco freddo, ma in assenza di questi si può sempre creare il proprio impacco con un sacchetto di plastica sufficientemente spesso (anche le buste per gli alimenti vanno bene, ma in questo caso il consiglio è di metterne una dentro l’altra per aumentarne la robustezza). É molto importante che il contenente sia spesso e robusto, perché una sua rottura potrebbe comportare delle ustioni, oppure un’eccessiva alterazione della temperatura dell’area interessata, peggiorando così l’infiammazione che stiamo cercando di curare.  Per preparare il tuo impacco dovrai versare l’acqua caldo o fredda nel contenitore che hai scelto, e successivamente tamponare con delicatezza l’addome (ovviamente senza contatto diretto impacco-pelle, ma con un fazzoletto di cotone tra i due). Quando sentirai che il dolore e il fastidio si sono attenuati, puoi terminare il trattamento, ma non puoi subito rivestirti o ricoprire l’ombelico con la maglietta. Sii paziente e aspetta che la temperatura della pelle ritorni nella norma, e dopo potrai ritornare alle tue attività.

Quando togliere il piercing in gravidanza?

La risposta a questa domanda non è univoca per tutte le donne. Tutto dipende da come reagisce la pelle e dal fastidio provato dalla gestante, ma in linea di massima possiamo dire che sia meglio toglierlo fra il quinto e il sesto mese di gravidanza. In questo periodo il ventre aumenta esponenzialmente il proprio volume per via dalla rapida crescita del feto, ed è proprio in questo periodo che iniziano a comparire le prime smagliature, la pelle secca e il prurito. Questi inestetismi potrebbero peggiorare la condizione del nostro piercing, che si trova proprio al centro della zona più colpita. Il consiglio che ci sentiamo di dare è un invito ad una saggia e puntuale autoverifica delle proprie condizioni giorno per giorno, e in base alle risposte che saprai darti, potrai decidere sul da farsi.

Se ad esempio non hai sofferto per 5 mesi e con la crescita del pancione non senti particolari fastidi, allora puoi pensare di tenere il gioiello, magari cambiandolo con uno specifico per la gravidanza. Questo tipo di piercing si riconosce dalla dicitura PTFE, la quale è applicata su quei gioielli in monofilamento di nylon o teflon, due elementi assai flessibili che si adattano ergonomicamente alla crescita di volume del ventre. In questo modo potrei aver trovato la soluzione al problema ed evitare il rischio che il buco si richiuda. Nonostante ciò, non abbassare la guardia: devi monitorare ogni giorno la situazione, continuare con la disinfettazione e rimuoverlo se ti dà problemi.

Cosa fare se il piercing ti fa male e come non far richiudere il buco

Se invece durante questi mesi hai avvertito più volte sensazioni dolore, noti che il tuo piercing sta iniziato a premere troppo sulla pelle o che comunque gli inestetismi iniziano a presentarsi anche sulla zona ombelicale, allora è meglio optare per la rimozione. Non ha alcun senso tenere un piercing che potrebbe infettarsi spesso o che potrebbe rimanere bloccato, perché ciò potrebbe comportare anche la necessità di un’asportazione chirurgica. Prima di rimuoverlo però, assicurati che esso sia ancora mobile e rimovibile senza sforzi, magari cercando di allentarlo spostandolo in più direzioni. Se ciò non è possibile perché il piercing ormai è troppo saldato ai tessuti dell’addome, non forzarlo e contatta eventualmente il tuo  piercer.  Nel caso in cui, invece, l’oggetto da rimuovere abbia ancora la giusta mobilità, prima di rimuoverlo igienizzati bene le mani, e poi procedi con un’estrazione delicata e precisa. Se durante questo procedimento dovessi avvertire dolore o strappi (oppure se la pallina dovesse risultare bloccata), cerca di non forzarlo assolutamente per non creare lesioni cutanee di ogni tipo, procedi con calma e delicatezza. Dopo averlo rimosso, disinfetta la zona, e trattala  nei giorni a seguire con una crema idratante che possa facilitare la riparazione cutanea e mantenga la pelle elastica ( a questo proposito ti consigliamo di acquistare il Mamy Butter).

Infine, se hai deciso di togliere il piercing in via preventiva, perché magari il tuo ombelico iniziava ad infettarsi spesso o a presentare smagliature e sfoghi cutanei, puoi sempre provare a non far richiudere il buco se lo ritieni davvero importante. Per farlo innanzitutto devi assicurarti che la zona ombelicale sia migliorata da come l’hai trovata quando hai scelto di rimuovere il gioiello, e nel caso questo sia avvenuto, allora potrai provare a rimetterlo ogni tanto per qualche ora, o comunque il tempo minimo necessario per mantenerlo aperto e per non arrivare di nuovo a provare sensazioni dolorose e complicazioni varie.

Per quanto riguarda il periodo in prossimità del travaglio e del parto, consiglio di rimuovere ogni tipo di oggetto soprattutto se metallico, per non incontrare eventuali problemi durante la nascita del bambino. Nel caso il parto dovesse trasformarsi in un taglio cesareo, essendo un’intervento chirurgico, non sono ammessi oggetti sul corpo. E’ possibile rimuoverli  prima dell’intervento, ma viste le tempistiche e le difficoltà che a volte si presentano,, credo sia opportuno occuparsene a casa, con calma.

 

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Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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