Ecco perché senti bruciore al seno in gravidanza

Bruciore al seno
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Linda Tosoni

Ostetrica ed Estetista

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La sensazione di dolore o bruciore legata al seno femminile non è di per sé una grande novità. Infatti questa sensazione accompagna moltissime donne durante la loro vita, soprattutto in momenti particolari durante l’arco dei 28 giorni del ciclo mestruale. Spesso questo dolore è accompagnato da un‘ipersensibilità che causa dolore ai capezzoli (che in alcuni casi è così acuta da rendere problematico anche lo sfregamento con i vestiti, obbligandoci ad indossare il reggiseno persino durante la notte), oppure da un’anomala nodulosità del seno, mentre il bruciore si accompagna di solito solo al primo sintomo e a casi di eccessiva secchezza della pelle, che può portare a dermatiti o smagliature. Più in generale possiamo dire dunque che questo tipo di sensazioni fastidiose non sono un grande sconvolgimento per noi donne, dato che spesso scambiamo questo sintomo gestazionale con una banale alterazione ormonale dovuta all’ovulazione.

Siamo quindi davanti ad un segnale di difficile interpretazione, che per essere ben contestualizzato e compreso ha forse bisogno dell’apparizione in concomitanza di altri sintomi gravidici come nausea, tremori e ritardo nell’arrivo delle mestruazioni. Inoltre ricordiamo che il dolore al seno non è solo sinonimo di ovulazione e gravidanza, ma anche di ingrossamento dei noduli al seno, lesioni al seno, mastite, ascesso mammario, conseguenze di alcune problematiche durante l’allattamento e in rari casi anche di tumore al seno. È chiaro dunque che non bisogna mai sottovalutare questi sintomi, soprattutto perché il seno è una zona di primo interesse per una donna, molto sensibile a sbalzi ormonali e patologie varie. Infatti il tumore alla zona mammaria è il prediletto per quanto riguarda il corpo femminile, perciò raccomandiamo sempre la massima attenzione, prevenzione e preservazione del seno, con controlli periodici presso il vostro medico di fiducia e il vostro ginecologo o senologo.

Un dolore subdolo dunque, che, oltre ad essere fastidioso, può anche nascondere patologie ben peggiori. Per quanto riguarda il periodo della gravidanza, questo bruciore è più che normale e fisiologico, quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi. Infatti questo dolore è solamente qualcosa che precede l’ingrossamento delle mammelle, il quale inizia a prepararsi per l’arrivo del nascituro e dunque l’inizio della fase di allattamento. Inoltre questo processo avviene in due momenti ben distinti, uno nel primo trimestre, l’altro verso la fine del secondo o l’inizio dell’ultimo. La dimensione però non è l’unica cosa che cambia nel seno della donna gravida, ma anche il colore dell’areola muta, assumendo tonalità più scure. Vediamo dunque quali sono le cause di questa trasformazione, di modo che poi sia più chiaro come poter alleviare i dolori e fastidi che essa può procurare.

Perché sentiamo dolore quando abbiamo il seno gonfio in gravidanza? Quali sono le cause?

I dolori al seno che si avvertono durante la gravidanza sono attribuibili alla mammogenesi, il processo grazie al quale la zona mammaria cresce per ospitare il latte materno e quindi per prepararsi all’allattamento. Per essere più specifici, il seno subisce alcune trasformazioni fondamentali come l’ingrossamento delle ghiandole mammarie e l’aumento dello spessore, dando così l’impressione di un seno più grande e prosperoso. Questi cambiamenti sono cruciali per la sopravvivenza del neonato, che in assenza di latte endogeno dovrà assumere miscele di latte artificiale per il periodo dell’allattamento.

La prima fase della mammogenesi viene detta cinetogena, che inizia con il concepimento e prosegue fino al quinto mese, anche se la fase cruciale si attesta soprattutto nei primi tre mesi. Durante questo primo periodo, due sono gli ormoni che provocano la trasformazione delle mammelle: la prolattina e l’ormone lattogeno placentare. La prima è prodotta dall’ipofisi sin dai primi momenti della gravidanza, mentre il secondo viene stimolato nella sua produzione dalla placenta, dopo la 15esima settimana di gestazione. Questi due ormoni hanno come effetto l’accrescimento del tessuto ghiandolare, a discapito di quello adiposo che invece, dopo una prima fase di crescita, tende a diminuire, rendendo il seno più sensibile e noduloso (è possibile accorgersi di questo cambiamento attraverso l’autopalpazione, una pratica che deve sempre essere effettuata con regolarità, anche al di fuori del periodo specifico della gravidanza). Con la crescita del tessuto ghiandolare si verifica anche un aumento degli acini, cosi detti per la somiglianza a quelli dell’uva, i quali necessitano di nuovi dotti galattofori per essere di nuovo in collegamento fra loro. Grazie anche all’azione di altri ormoni fondamentali come gli estrogeni e il progesterone, i quali anche essi concorrono nell’aumento di voluminosità del senso, il dolore è sempre più intenso, anche se queste non sono le sue uniche cause. In realtà la vera e principale causa del dolore al seno in gravidanza è il cambiamento della sua fibrosità. Questa sua alterazione provoca un rigonfiamento delle piccole cisti che sono presenti nel tessuto fibroso delle mammelle, che causa infiammazione e sensazioni dolorose nella gestante.

Infine è necessario segnalare che, con la preparazione dei seni all’allattamento, si possono verificare delle secrezioni di colostro (anche se ciò avviene maggiormente nella fase successiva a questa che stiamo spiegando), un liquido propedeutico al vero latte mammario, che verrà invece sviluppato più tardi con la montata lattea. Il colostro è estremamente nutriente e ricco di anticorpi materni, e sarà il primo nutrimento che potremo garantire al nostro futuro bambino. Le fuoriuscite di questo liquido se accompagnate da alcune secrezione ematiche,  non vanno assolutamente sottovalutate, ma immediatamente comunicate al medico di fiducia.

Dopo il quinto mese la fase cinetogena può dirsi conclusa, dando il via a quella colostrogena. Durante questa fase i dotti galattofori si riempiono di colostro, il quale viene prodotto dagli acini, provocando spesso qualche secrezione dal capezzolo (che può essere più o meno abbondante). Dopo circa 5 giorni dal parto questo liquido si convertirà in latte grazie alla montata lattea, la quale causa nuovamente turgore e tensione al seno. Per cercare di attenuare questo dolore si consiglia di applicare dei pannicelli bagnati e caldi sulle mammelle, che daranno senz’altro beneficio tra una poppata e l’altra.

Per quanto tempo avvertiamo questo dolore?

Indipendentemente dal momento della montata lattea, solitamente le sensazioni dolorose che si possono verificare al seno, possono avvenire durante tutto il primo trimestre di gravidanza, e si possono avvertire sia come dolore profondo internamente, sia quando c’è un contatto diretto del capezzolo con i vestiti. Anche il solo sfiorasi  potrebbe risultare fastidioso, questa sensazione dovrebbe scomparire gradualmente dopo i primi tre mesi quando i livelli ormonali tenderanno ad assestarsi, ricomparendo nuovamente nell’ultimo trimestre.

Durante quest’ultimo periodo le mammelle tornano ad essere indolenzite, in quanto aumenta la loro attività di preparazione all’allattamento, si verifica la crescita delle ghiandole mammarie e la produzione di colostro. Infatti in questo periodo si verificano discrete  perdite di liquido dal  capezzolo  che pre annunciano l’imminente nascita.

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Come alleviare il bruciore al seno?

Premettendo che è assai difficile eliminare completamente questo bruciore o male al seno, sicuramente ci sono una serie di accorgimenti da seguire per alleviare queste fastidiose sensazioni. Ecco un elenco dei migliori rimedi per il seno dolorante:

  • La scelta del reggiseno: sceglierne uno che fa al caso nostro è sempre un ottimo modo per prevenire crescite del seno anormali, dolori di schiena e la comparsa di inestetismi come le smagliature. Durante il periodo della gravidanza questa scelta è ancora più importante, e si riversa sui diversi momenti della giornata e dal tipo di attività che andremo a sostenere. Oltre al fatto che il seno durante la gestazione può crescere anche di due taglie e aumentare di un kilo di peso, dobbiamo sempre considerare che per questo ha bisogno del giusto sostegno. Perciò consigliamo l’acquisto di un buon reggiseno da giorno, il quale dovrà sostenere le mammelle, senza però comprimerle troppo. Inoltre è meglio evitare l’utilizzo di reggiseni con il ferretto, il quale potrebbe dare non poca noia, e le spalline strette, che con il peso eccessivo potrebbero creare abrasione sulla pelle, ma piuttosto optare per uno a fascia larga che garantisca anche un buon sostegno alla schiena. Infine consigliamo anche l’uso di un reggiseno da notte, soprattutto per quelle donne che soffrono molto di ipersensibilità dei capezzoli e quindi potrebbero passare notti insonni per via del prurito dato dallo sfregamento con il pigiama, coprendo così l’intero arco delle 24 ore. Per l’acquisto di questi reggiseni consigliamo sempre di rivolgersi ai negozi specializzati in indumenti pre maman, in quanto sapranno  consigliare i più adatti alle esigenze. Preferire reggiseni confezionati con tessuti naturali come il cotone e di colore bianco.
  • Attività sportiva: innanzitutto anche in questo caso bisogna munirsi del giusto reggiseno, che sia il più possibile traspirante e senza cuciture, ma soprattutto con spalline larghe e poco elastiche. Fare sport è indicato per abbassare i livelli di stress e per mantenere una buona forma fisica, stando sempre attente a non esagerare, soprattutto con i salti. Inoltre lo sport è un ottimo modo per ritrovare serenità e distensione, perché l’attività fisica rilascia grandi quantità di dopamina e di endorfina che garantiscono il mantenimento del benessere.
  • Regime alimentare: come sempre è buona abitudine mantenere una dieta sana ed equilibrata, garantendosi sempre la giusta idratazione grazie al consumo di acqua, frutta e verdura, ma soprattutto evitando l’assunzione di alimenti ricchi di grassi e sale, i quali possono portare verso la ritenzione idrica.

Massaggi e spugnature: cosa evitare?

C’è un dibattito aperto in corso su quale metodo di intervento diretto sia il migliore per calmare il bruciore al seno. Le soluzioni sembrano due: l’utilizzo di cosmetici mirati da applicare con lievi massaggi sulla zona dell’areola mammaria, oppure l’impiego delle spugnature. Alcuni medici sconsigliano il primo metodo, in quanto i massaggi potrebbero stimolare l’ulteriore produzione di prolattina, favorendo così l’aumento dell’intensità del dolore avvertito, ma ciò non è sempre vero.

Infatti tutto dipende da che tipo di prodotto si sta utilizzando e come viene effettuato il massaggio. Il nostro consiglio è sempre quello di optare per cosmetici di alta gamma come il Mamy Butter, il quale rappresenta un cosmetico  efficace per combattere e prevenire alcuni inestetismi del seno come le smagliature e la secchezza della pelle. Il burro va applicato in maniera delicata intorno al capezzolo e sul resto della mammella, usando dapprima le dita e poi il palmo intero. Questo burro di mamma dovrebbe aiutarti a drenare e sfiammare i tessuti della mammella, oltre a garantire l’elasticità delle fibre di collagene ed elastiche presenti nella cute. Diventa parte di un rituale quotidiano di idratazione e nutrimento dei tessuti  che li renderà più resistenti ed adatti ad assolvere il loro compito.

Consigliamo di accompagnare questi trattamenti alle spugnature con acqua fredda per tonificare e tiepida o calda per un’azione lenitiva e decongestionante.

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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