Si può mangiare il miele in gravidanza?

Miele

Il miele è una sostanza prodotta naturalmente dalle api durante il periodo primaverile ed estivo, in seguito alla fioritura di piante e fiori. Come tutti sappiamo, è estremamente dolce, viscoso e generalmente di colore giallo/oro. Le sue proprietà sono conosciute e apprezzate sin dai tempi più antichi, quando era ancora considerato un prodotto sacro e di inestimabile valore.

Gli storici hanno attribuito l’etimologia della parola miele al vocabolo ittita melitma soprattutto hanno scoperto che le prime tracce di arnie artificiali (cioè quelle piccole costruzioni fatte per ospitare le api) risalgono addirittura al VI millennio a.C. La civiltà che fece del miele una sostanza sacra e diffusa furono gli Egizi, che già 4000 anni fa seguivano la fioritura delle piante lungo il Nilo per poterlo produrre e svolgere i riti funebri. Gli Egizi infatti erano soliti deporre accanto alle mummie grandi recipienti pieni di miele per rendere più sicuro e semplice il viaggio verso l’aldilà, ma non solo. Il miele era anche l’unico dolcificante disponibile (prima dello zucchero), ma soprattutto un elemento particolarmente apprezzato anche per i suoi usi medici, come la cura dei disturbi digestivi e la produzione di oli e ungenti per ferite e piaghe. Anche gli antichi Grechi ne facevano uso, soprattutto durante i riti che preparavano le offerte votive alle divinità.

Nonostante questa sostanza abbia avuto un declino durante l’epoca moderna, oggi ha riacquisito una grande considerazione, sia in ambito culinario che in ambito medico. Le sue proprietà curative sono ben note e confermate da studi scientifici di rilievo, che consigliano l’assunzione di miele in gravidanza come valida alternativa ai medicinali classici, che spesso sono interdetti durante i nove mesi. Associato ad altri alimenti come limone, latte e zenzero, il miele può davvero rappresentare un valido strumento per combattere i malanni stagionali, per la cura della pelle e per contrastare i disturbi del sonno.

Molte mamme in dolce attesa si interrogano sulla reale efficacia di questi rimedi naturali e casalinghi, ma anche sulle loro possibili controindicazioni e rischi per la salute del feto. Spesso l’assunzione del miele è associata a possibili rischi come quello di venire a contatto con la tossina del botulismo, ossia un’infezione batterica causata da un batterio che potrebbe essere presente nel miele crudo.
Il miele non è privo di ogni controindicazione. Infatti l’eccessiva assunzione può anche portare a problematiche circa il peso corporeo e la massa grassa, oltre che l’aumento del tasso di rischio nelle donne gravide predisposte al diabete gestazionale.

Il miele in gravidanza è sicuro?

La risposta è: generalmente sì, e lo conferma l’American College of Obstetricians and Gynecologists non includendo il miele nella lista degli alimenti da evitare in gravidanza. Le cose che più ci preoccupano sono le eventuali infezioni batteriche e il rapporto fra miele e diabete gestazionale, quindi proprio su questi due punti ci soffermeremo per capire la portata dei rischi e delle controindicazioni dell’assunzione di questa dolce sostanza.

É risaputo che i bambini sotto l’anno di età non possono consumare miele, in quanto il loro sistema digerente (nello specifico la loro flora batterica) non è ancora sufficientemente maturo per poter impedire la proliferazione di alcuni batteri presenti nel miele, che per gli adulti invece sono totalmente innocui. Sarebbe meglio assumere miele pastorizzato, cioè sottoposto ad un processo in grado di rimuovere i microbi presenti in un’alimento. La eventuale proliferazione e colonizzazione batterica viene prontamente fermata dal nostro microbioma digestivo, ossia quella colonia batterica che forma la nostra flora intestinale protettiva. Dobbiamo però ricordare che a volte il sistema immunitario di una donna incinta può indebolirsi durante i nove mesi, anche se nella maggior parte dei casi, o comunque durante gravidanze sane, la flora intestinale non subisce particolari sconvolgimenti tali da doverci allarmare.
Per quanto riguarda il diabete gestazionale, il mio consiglio è sempre quello di rivolgerti al tuo medico curante, il quale saprà consigliarti se limitare l’assunzione o se è meglio evitarla. Il miele infatti contiene molti zuccheri, che nonostante siano sani ed utili al metabolismo, potrebbero comunque rappresentare un problema per le donne predisposte al diabete o a cui è già stato diagnosticato.

Le controindicazioni dell’eccessivo consumo di miele

Come appena accennato, il miele è una sostanza zuccherina, e un suo eccessivo consumo può rappresentare un problema, specialmente in gravidanza. Infatti provoca una sensibiltà insulinica aggravata, perché il miele aumenta i livelli di zucchero nel torrente ematico e peggiora la nostra resistenza all’insulina, soprattutto quando viene superata la soglia di 25 grammi di fruttosio giornalieri. Inoltre potrebbe provocare crampi allo stomaco, stitichezza, gonfiore e in taluni casi anche diarrea. In generale l’eccessiva assunzione di miele porta il nostro organismo verso l’acidificazione, rallentando il processo digestivo, ma anche all’insorgere di carie dentali e all’aumento di peso.

I benefici del miele: un toccasana naturale

Gli elementi fondamentali e i principi attivi del miele lo hanno candidato come uno dei migliori rimedi naturali disponibili, soprattutto durante il periodo della gravidanza. Questo toccasana naturale può dare benefici in diversi modi, poiché è ricco di zuccheri come il glucosio e il fruttosio, di nutrienti vari e anche di vitamine. Grazie alle sue proprietà antibatteriche e antiossidanti, il miele aiuta a migliorare l’efficienza del sistema immunitario, ma è stato anche impiegato per curare ferite, lievi ustioni e bruciore di stomaco. Inoltre, se assunta nelle giuste quantità, questa sostanza garantisce il giusto apporto di proteine, carboidrati e vitamine B e C.

E proprio dalla vitamina B (B9 per l’esattezza), che si ricava il famoso acido folico, elemento essenziale per lo sviluppo del feto. Questa vitamina infatti contribuisce alla giusta crescita del tubo neurale, quindi la sua assunzione riduce il rischio che il vostro bebè nasca con qualche problema al cervello o al midollo osseo. Questa sostanza è così importante che di solito viene prescritta sin dall’inizio della gravidanza, spesso anche prima della gravidanza vera e propria.

Ecco un elenco di tutti gli effetti benefici del miele:

  • Stimolazione dell’attività intestinale: combattere la stitichezza è un bene se si vogliono evitare ulteriori dolori durante le contrazioni
  • rafforzamento sistema immunitario: grazie all’effetto degli antiossidanti si prevengono alcune malattie
  • proprietà anti-microbica: fondamentale per combattere infezioni che causano influenza e gola infiammata
  • favorisce il sonno
  • proprietà antinfiammatorie e antivirali: il miele è un buon sedativo della tosse, grazie al suo effetto lenitivo sull’irritazione della gola
  • cura le ulcere: il consumo regolare di miele abbatte la crescita dei batteri Helicobacter pylori, ossia i responsabili della formazione delle ulcere.
  • migliora la salute del cuoio capelluto; sempre grazie alle sue proprietà antinfiammatorie aiuta a combattere forfora e prurito con l’applicazione locale di un miscuglio di miele e acqua tiepida.
  • riduce le allergie: questa vale solo per il consumo di miele locale, che contiene i pollini presenti in zona. Un consumo regolare può rendere immune il corpo al polline e quindi alleviare le allergie stagionali.

Come assumerlo? E in quali quantità?

La domanda, dopo tutto quello che è stato detto, sorge spontanea: quanto miele mangiare al giorno? Una giusta dose giornaliera di miele equivale a circa tre/cinque cucchiai da tavola, che contengono dalle 180 alle 200 calorie (60 calorie a cucchiaio circa). Le calorie provenienti dagli zuccheri non devono superare il 10% del fabbisogno calorico giornaliero, che durante la gravidanza è di 1800-2400 calorie al giorno.

Latte e miele in gravidanza sembra essere il miglior modo per assumerlo, se non si hanno problemi di intolleranza al lattosio, una tendenza al diabete o si hanno dei calcoli renali. Insieme creano un mix gustoso e particolarmente benefico per il benessere di gola e intestino, ma attenzione alla temperatura del latte: a temperature troppo elevate (sopra i 60 gradi), nel miele inizia a formarsi una sostanza tossica detta idrossimetilfurfurale, un agente cancerogeno. Per questo motivo si consiglia di sciogliere il miele nel latte ad una temperatura di non oltre 45 gradi.

Anche miele e limone in gravidanza spesso viene ritenuto un buon miscuglio, soprattutto per gli effetti asettici, disinfettanti e antibatterici del limone, ma non è così. Associare il miele al limone potrebbe diminuire l’efficacia di quest’ultimo, per questo ti consiglio di bere semplicemente un intruglio di acqua e limone, preferibilmente la mattina.

In generale il miele può essere aggiunto anche a yogurt e frutta, per rendere più gustose le tue colazioni e merende, o magari puoi anche toglierti qualche sfizio associandolo al formaggio, sempre però ricordando di rispettare il limite di assunzione.

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Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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