La comunicazione materno fetale

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Linda Tosoni

Ostetrica ed Estetista

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Come si sviluppa e da come è composta la comunicazione tra mamma e feto

Gravidanza: la mamma, il feto e il papà, una questione di relazioni

La gravidanza è un periodo nel quale la madre e il feto sono in stretto contatto tra loro e l’arrivo di un bambino per una coppia porta i protagonisti del lieto evento a passare dallo stato di coppia a quello di genitori.

Durante la gestazione la madre accoglie nel proprio grembo il futuro nascituro ed è proprio in questo periodo che comincia un vero e proprio primo processo di comunicazione tra la parte ospitante (mamma) e l’ospite (il feto).

La relazione continuerà poi con la nascita, con i giorni dopo il parto, i primi mesi di vita del bambino e la sua crescita.

La gravidanza e il parto sono, per la coppia in attesa di accogliere il figlio, una meravigliosa esperienza di ascolto, conoscenza, crescita e maturazione. Una volta nato il bambino, tra lui e la madre continua, in forma diversa, la relazione formatasi nel periodo della gestazione.

Spesso l’inizio della genitorialità viene stabilito a partire dal momento della nascita ma, in realtà esso dovrebbe essere fatto coincidere con il momento del concepimento. Quest’ultimo è il momento di origine della vita e non va trascurato, perché è in questo momento che prende forma nella mente dei genitori la consapevolezza di attivare la relazione della triade pre-natale (madre-padre-feto).

Triade Prenatale

Prima di addentrarci nelle tre fasi della comunicazione materno fetale è bene ricordare che quando si parla della gravidanza si deve considerare come durante essa si formino diverse relazioni tra le parti coinvolte e queste relazioni  si cambiano nel momento in cui si passa dalla gestazione, alla nascita e crescita del bambino.

Le parti coinvolte nella relazione, come già detto, sono la mamma, il papà e il feto.

La reazione tra queste tre parti è formativa per il nascituro, per i genitori e per la famiglia, perché vi sono in gioco:

  • la qualità della vita
  • la qualità dei rapporti personali
  • la qualità della società stessa.

Da ricordare che il papà, rispetto alla madre che vive tutte e tre le fasi, è partecipe dal punto di vista comportamentale e simpatetico con quegli stimoli e gesti (parlare al feto, toccare la pancia della moglie o compagna) che gli permettono di creare una relazione con il bambino nella pancia.

La comunicazione materno fetale

Tre sono quindi le fasi di sviluppo di questo processo di comunicazione definito materno fetale è costituto da tre fasi comunicative: fisiologica, comportamentale e simpatetica.

Fase fisiologica

La fase fisiologica è quella che prende forma da subito nella gravidanza, quando il feto comincia a crearsi attraverso il nutrimento, l’ossigenazione e la protezione che permetto al feto di crescere sentendosi protetto e tutelato.

Essa è un linguaggio biologico nel quale tutto quello che la madre mangia, beve, inala o incontra attraverso il sangue passa nella placenta e viene recepito al bambino.

E’ la fase più evidente, quella basilare, del contenimento e dell’accrescimento.

Fase comportamentale

La fase comportamentale affianca quella fisiologica. Essa è più emotiva, perché tutto quello che la mamma vive, fa, sperimenta e mette in pratica nel vivere quotidiano agisce su di lei e anche sul feto e sul suo benessere.

Questa condizione comprende tutte quelle azioni, quei modi di fare e quegli atteggiamenti che si assumono durante la gravidanza:

  • accarezzare l’addome
  • parlare al bambino
  • cantare per il nascituro.

Il feto può reagire a questi stimoli scalciando o aumentando il movimento nel grembo materno.

Per vivere al meglio la gestazione è sempre meglio ci sia un atteggiamento positivo e propositivo della mamma.

Fondamentale per questo è anche l’ambiente dove si trascorre la gravidanza, perché anch’esso deve essere sano ed equilibrato, per dare i giusti stimoli alla mamma e al nascituro.

La fase comportamentale è quella dove sono fondamentali per il benessere fisico l’ascolto della musica, il massaggio, attività rilassanti e dolci, cibi che danno piacere.

Tutte queste attività favoriscono il formarsi di sostanze fisiologiche positive (endorfine) che vanno ad agire sullo stato fisico e mentale della mamma e del bambino.

Fase simpatetica

La terza fase della comunicazione fetale è quella simpatetica o empatica.

Essa è particolare e anche la più complessa da spiegare dal punto di vista scientifico, ma che accade.

Per esempio a volte ci capita di avere la sensazione che qualcuno ci osservi e, guardandoci attorno, scopriamo che davvero qualcuno ci sta guardando.

Un altro esempio è la comunicazione extrasensoriale ed empatica che c’è tra i gemelli, che percepiscono lo stato emotivo dell’altro anche a distanza. L’amore ne è un altro valido esempio.

I genitori possono usare questa modalità di comunicazione con il feto attraverso i sogni, i pensieri e le fantasie.

Immaginare il proprio figlio, immaginarsi genitori e seguire con il pensiero il cammino di crescita del feto così che il bambino vero che sta crescendo nel grembo materno sia accompagnato da una sua immagine immaginaria concepita dai desideri, sogni e fantasie dei genitori.

Questi tre livelli di comunicazione si sviluppano in modo contemporaneo e, come già accennato, è fondamentale un atteggiamento positivo.

È importante ricordare che la madre non lavora solo per formare il corpo fisico del bambino, ma anche per creare quelle condizioni indispensabili per lo sviluppo delle sue potenzialità.

Una madre indifferente, stressata, che non accarezza l’addome, che parla poco al figlio o non gli parla affatto, comunicherà messaggi ben diversi rispetto a quelli di una mamma rilassata, che canta al figlio, che gli parla e che vive un relazione equilibrata nei nove mesi di gravidanza.

Gesti e azioni che i genitori possono fare per favorire la comunicazione prenatale

Una delle prime cose da fare quando la coppia scopre che diventeranno genitori è il fatto di considerare il feto, un componente della famiglia.

Dobbiamo pensare che il feto, dal primo momento della sua formazione non si plasma solo fisicamente, ma anche psichicamente.

Per tale ragione, tutte le esperienze che la madre vive durante la gestazione (positive o negative) influenzano il feto che, una volta nato, avrà già sedimentati in lui dei principi e dei valori utili a sostenerlo nel cammino di crescita unito all’educazione che riceverà dai genitori.

Le esperienze intrauterine, sia positive che negative, permangono e vivono in tutti gli individui, anche se inconsciamente.

Per questo motivo, per rendere il piccolino parte integrante del proprio gruppo familiare si devono compiere – sia la madre che il padre – quelle semplici azioni delle quali abbiamo parlato prima: parlare al bambino, cantare, accarezzare la pancia, ascoltare musica, fare attività che apportino benessere e piacere psichico e fisico.

Cosa è l’aptonomia?

Il tatto, il massaggiare la pancia, il toccarla da forma a quella che è nota come aptonomia, meglio nota come scienza dell’affettività e del contatto psicotattile, che aiuta e insegna ai genitori come comunicare al feto durante la gestazione.

Una delle cose da fare quando si instaura la comunicazione con il feto nella pancia è quella di farla, se possibile, ogni giorno e sempre alla stessa ora, perché questo creerà un senso di comunicazione con il feto, che manifesterà il suo esserci (per esempio muovendosi nel grembo o scalciando) all’ora stabilita, come a richiamare l’attenzione dei genitori.

Altri fattori che interagiscono con la comunicazione meterno-fetale

Oltre alla comunicazione materno fetale e pre-natale, una serie di studi in questo ambito hanno dimostrato che per rendere ancora più efficace la comunicazione tra mamma e bambino nella pancia ci sono altri piccoli comportamenti da seguire.

Alimentazione

Si consiglia alla mamma di avere un’alimentazione corretta, caratterizzata da alimenti sani che siano piacevoli al palato e in grado di dare alla mamma e al bambino tutti gli elementi nutritivi necessari alla crescita e al mantenimento di un buono stato di salute anche  attraverso lo stile di vita.

Per tale ragione sarebbe meglio

  • evitare cibi ricchi di conservanti e sale, cibi troppo ricchi di grassi o ipercalorici,
  • evitare sostanze eccitanti e uso di farmaci, se non sono strettamente necessari.
  • evitare il fumo

Attività e riposo

Nella fase di gestazione la mamma deve svolgere attività motorie dolci che apportino beneficio a lei (per esempio un miglioramento della respirazione, del tono muscolare e della circolazione) e al bambino.

Tra le attività che danno beneficio alla mamma e che si possono compiere anche a casa in completo relax munendosi di un materassino sono:

  • esercizi di respirazione che aumentano il rilassamento
  • lo stretching
  • la ginnastica dolce
  • lo yoga,

Tutte queste attività sono fondamentali per mantenere in forma la mamma e allo stesso tempo il feto che porta in grembo.

Da ricordare e molto importante è che il bambino percepisce l’affetto della madre, ma anche l’affetto del padre rivolto in modo diretto a lui (per esempio quando il papà accarezza la pancia della mamma) o in modo indiretto (ossia quando il padre  compie gesti di affetto verso la madre)

Stimolazione dei sensi della mamma

I gesti di affetto quotidiani nella coppia e rivolti al feto sono fondamentali per il benessere del nascituro, ma ci sono altre attività di stimolazione positiva che possono accrescere il benessere della mamma e, di conseguenza, del feto.

Per tale ragione è consigliabile per la mamma in gravidanza:

  • vedere film o  spettacoli positivi
  • visitare mostre e partecipare a eventi
  • ascoltare musica piacevole,
  • leggere libri, poesie e testi che abbiano contenuti positivi e stimolanti,
  • dipinti che pacificano l’anima (come paesaggi),
  • visitare o vedere luoghi meravigliosi, dove la natura è rigogliosa e incontaminata. Ambienti puri che donano sensazioni di vitalità, di libertà e di benessere che agiscono in modo positivo sulla mamma e di conseguenza sul feto.

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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