Acido folico in gravidanza: quando è consigliato e perché?

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Linda Tosoni

 

Beauty Specialist ed Ostetrica

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Hai sentito dire che è fondamentale assumere l’acido folico in gravidanza, ma in realtà non hai molto chiaro cosa sia e a cosa serva nello specifico.

Come scoprirai in questo articolo, l’acido folico è un nutriente fondamentale per prevenire molte patologie sia del feto che della madre. Inoltre è semplice da assumere, basta solo seguire qualche accorgimento.

Cos’è l’acido folico?

Il termine acido folico viene dal latino: “folium”, che significa foglia. La definizione è perciò un riferimento molto chiaro ai vegetali verdi a foglia larga, le più importanti fonti dietetiche di questa particolare sostanza.

L’acido folico è idrosolubile e si trova in particolare all’ interno di alimenti di origine vegetale.

Inoltre, questo micronutriente è anche termolabile, perciò particolarmente suscettibile al calore.

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Ecco perché la sua presenza all’ interno di alimenti cotti è minore, ed è quindi preferibile consumare gli alimenti che li contengono, crudi e freschi.

Ovviamente, essendo in gravidanza, è sempre meglio detergere e disinfettare con attenzione gli alimenti che andrai a consumare, in particolare se non sei immune alla toxoplasmosi.

Acido folico e folati: qual è la differenza?

Spesso avrai sentito parlare di acido folico e folati, magari nella stessa frase. Ma, anche se sono spesso utilizzati come sinonimi, in realtà non sono proprio la stessa cosa.

L’ acido folico è la forma più stabile e ossidata della vitamina B9. Molto raro negli alimenti classici, è essenzialmente sintetizzato in laboratorio, con la funzione di preparare molti supplementi vitaminici, come quelli consigliati durante la gravidanza.

Invece il termine folati riguarda in maniera generica tutti i composti che hanno attività vitaminica B9.

Perché allora si tende a confondere i due termini? In realtà questo avviene perché sono entrambi fondamentali per noi: spesso ad assumere l’ acido folico in gravidanza, tramite cibo o integratori, abbinato a una piccola quantità di folati, prodotta dalla nostra flora batterica intestinale.

A cosa serve l’acido folico?

A questo punto, scopriamo insieme qual è la funzione di questo micronutriente all’ interno del nostro corpo.

Il nostro organismo sfrutta l’ acido folico per la riproduzione cellulare: esso interviene nella sintesi di DNA, proteine ed emoglobina, al punto che una carenza di questo micronutriente viene associata a una forma di anemia, la megaloblastica.

Fin dal primo momento della gravidanza, il piccolo che sta crescendo nel tuo grembo tende a consumare un’enorme quantità di folati, a causa dei processi di differenziazione e proliferazione cellulare che lo porteranno a diventare un feto.

Inoltre, l’aumento dell’eritropoiesi materna (il processo di formazione dei globuli rossi nel corpo della madre) fa sì che il fabbisogno di acido folico in gravidanza sia maggiore.

Come assumere acido folico dagli alimenti

Ora che abbiamo capito cosa sia l’acido folico e quale sia la sua funzione, scopriamo insieme come assumerlo tramite gli alimenti.

In particolare, l’acido folico è abbondante in vari tipi di frutta e verdura, come carciofi, rape, ortaggi a foglia verde, legumi, kiwi e fragole.

Ma non solo, è presente anche in cereali, lievito di birra, tuorlo d’uovo e fegato.

Per quanto riguarda l’alimentazione in gravidanza, i più consigliati, soprattutto per questioni igieniche, sono frutta e verdura disinfettati chimicamente, o consumati sbucciati, così da evitare il contatto con batteri dannosi.

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Quali sono i rischi della mancanza di acido folico in gravidanza per il tuo bambino?

A questo punto sarai curiosa di scoprire quali sono i rischi che una carenza di acido folico può portare al tuo bambino.

Prima di tutto, una carenza di acido folico nelle prime fasi della gravidanza tende ad aumentare il rischio di malformazioni neonatali, nello specifico quelle a carico del DTN.

Questo termine indica nello specifico un gruppo di malformazioni causate da una chiusura anomala del tubo neurale durante lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Il tubo neurale è la struttura da cui nasce il sistema nervoso centrale e quindi anche il cervello e il midollo spinale.

I più frequenti difetti causati da questa anomalia sono l’ anencefalia, oltre a vari difetti di chiusura della colonna vertebrale, come la spina bifida.

Questi difetti del tubo neurale si associano quindi a malformazioni fisiche e deficit neurologici di vario tipo, che il nascituro si porterà dietro per tutta la vita.

Ecco perché integrare l’acido folico è così importante, in quanto ha un importante ruolo nella prevenzione della preeclampsia e della eclampsia, oltre a diminuire le probabilità di avere aborti spontanei, il distacco di placenta, ritardi nella crescita del feto e varie malformazioni.

Inoltre aiuta anche a diminuire il ritardo di crescita, il basso peso alla nascita e la morte intrauterina.

Ovviamente integrare l’ acido folico non annulla il rischio che il nascituro possa sviluppare dei difetti nella chiusura del tubo neuronale, ma è anche vero che lo riduce in modo significativo, fino a diminuirlo dell’ 80%.

Alcuni studi hanno anche dimostrato che l’acido folico è in grado di prevenire la comparsa di altre malformazioni congenite come difetti dell’ apparato urinario, onfalocele, atresia anale, alcune cardiopatie, labiopalatoschisi e ipo-agenesia degli arti.

Inoltre, l’ acido folico ha funzione preventiva anche nei confronti dell’iperomocisteinemia, contribuendo a diminuire il rischio cardiovascolare della madre, tanto che si pensa che possa persino avere un ruolo di prevenzione dell’ipertensione gravidica e di tutte le sue complicanze.

Acido folico: quando prenderlo?

A questo punto, scopriamo insieme quali sono i fattori che influenzano la richiesta del nostro corpo di acido folico.

Tra i primi sicuramente il fumo di sigaretta e l’alcol etilico, che in realtà sarebbero da evitare in ogni caso durante la gravidanza.

Anche il consumo di alcuni medicinali può portare a una carenza di acido folico. Tra questi  ricordiamo sicuramente la pillola anticoncezionale: sospenderla per cercare di restare incinta può esporti a una carenza proprio in un momento delicato come quello del concepimento.

A questo punto, un altro fattore che può influenzare la carenza di acido folico riguarda le anomalie genetiche: esistono infatti alcune differenze di natura enzimatica che possono portare al malassorbimento della vitamina B9.

Infine, esistono determinate condizioni patologiche che possono influenzare la mancanza di acido folico, come malattie intestinali che ne impediscono l’assorbimento.

Per comprendere al meglio se è necessario o meno assumere più acido folico, si consiglia di chiedere sempre un suggerimento al proprio medico o ginecologo.

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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