Cosa sono e come riconoscere i primi movimenti fetali

primi movimenti fetali
Linda Tosoni

 

Ostetrica

e Beauty Specialist

 

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I primi movimenti fetali coincidono con uno dei momenti più emozionati per i genitori. Dal punto di vista della donna, quando finalmente si avvertono, si ha la chiara percezione di portare una nuova vita dentro di sé. Anche per l’altro genitore è un momento commovente.

I movimenti fetali sono un indicatore inequivocabile della vitalità del bambino. Ascoltarli è più che toccante: è un modo per entrarci in sintonia e per accorgersi di come procede la sua crescita nel corso delle settimane.

L’attività fetale diventa via via più intensa e prestarci la giusta attenzione è uno dei modi più immediati per rendersi conto se tutto procede regolarmente oppure no.

Monitoraggio gravidanza: cosa sono i movimenti fetali?

In gravidanza i primi movimenti nella pancia rappresentano, senza dubbio, un modo per valutare lo stato di salute del bambino. Con il procedere delle settimane, impari a riconoscerli, ad ascoltarli e a interpretarli.

In un certo senso, il loro manifestarsi contribuisce a una sorta di monitoraggio della gravidanza naturale e spontaneo, istintivo. Del resto, i movimenti stessi risentono dello stato d’animo della mamma e anche del suo modo di vivere i 9 mesi di gestazione. Sono segnali importanti e vanno recepiti, perché da essi si può anche comprendere se c’è qualcosa che non va.

Soprattutto alla prima gravidanza, quando ogni aspetto di questo percorso è una assoluta novità, puoi “allenarti” ad ascoltare la tua pancia: il massaggio in gravidanza ti aiuta a entrare meglio in sintonia con il bambino e a imparare come interpretare i suoi calcetti.

Primi calcetti gravidanza: dove si sentono e quando

Molte donne si chiedono dove si avvertono i primi calcetti della gravidanza. Be’, dare una risposta univoca è difficile. La sede in cui si sentono i movimenti dipende dallo stadio della gravidanza e dalla dimensione del feto.

Ma possono subentrare anche ragioni legate all’emotività della mamma e alle sue caratteristiche. Ogni donna è diversa da un’altra ed per questo che anche la capacità di avvertire i calcetti cambia a seconda dei casi.

In media, i primi movimenti fetali iniziano intorno all’ottava settimana, anche se iniziano a farsi sentire in modo inequivocabile un po’ più tardi, cioè tra la quattordicesima e la ventesima settimana. Succede che siano le donne alla prima gravidanza a sentirli più tardi in maniera più netta.

I movimenti fetali sono di rotolamento o scivolamento e, per l’appunto, vengono percepiti come pugni o calcetti. Alcune donne ne parlano come di uno sfarfallio nella pancia, mentre altre sentono le “bolle” nella pancia.

Nei primi tempi, è difficile distinguere gli spostamenti del bambino dai movimenti gastro-intestinali. Inoltre, la posizione della placenta può anche assorbire i colpi e, di conseguenza, può essere più difficile sentire quando il bambino si muove.

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Con gradualità, i colpi si fanno più frequenti e intensi: l’attività del bambino tende ad adeguarsi al ritmo vitale della mamma, basato soprattutto sul ciclo sonno-veglia. Verso la fine dei termini, però, c’è da aspettarsi un’attività diversa.

Non hai da preoccuparti se per qualche tempo i movimenti si sentono meno: c’è da attendersi anche questo. In ogni caso, in maniera molto naturale, la donna comincia ad abituarsi ai calcetti, addirittura può prevederli. Grazie a ciò, e considerata l’importanza del monitoraggio della gravidanza, è bene prendere l’abitudine di contare i calcetti nei momenti di maggiore attività. Questi momenti dovrebbero coincidere con le diverse fasi della giornata, in cui il bambino dovrebbe farsi sentire almeno 10 volte.

Cosa fare in caso di movimenti fetali eccessivi

Cosa fare se i movimenti fetali sono eccessivi? E cosa significa quando sono dolorosi? A volte avvertire un po’ di dolore quando il bambino si muove è piuttosto normale. Succede quando il bambino cambia posizione e quando, nell’ultimo trimestre, è cresciuto e ha meno spazio per muoversi. In questo ultimo caso, si avverte fastidio allo sterno, alle coste o al pube.

Un altro caso particolare si verifica quasi alla fine del percorso: alcune donne sentono delle false contrazioni e interpretano i movimenti come sintomi di un parto imminente. Per verificare se è arrivata l’ora o se si tratta solo di un momento di vivacità fetale, è necessario fare una visita specialistica.

Solo un consulto medico può chiarire la situazione e sedare l’ansia. In questa situazione, il monitoraggio cardiotocografico valuta i movimenti, oltre a tracciare le contrazioni uterine, l’attività cardiaca fetale e con un’ecografia lo stato del liquido amniotico.

Altri casi in cui il bambino si fa sentire più del solito sono strettamente collegati allo stile di vita materno. Questi movimenti si fanno sentire maggiormente verso sera o durante la notte. Ad esempio, possono essere una sorta di reazione pronta a sostanze eccitanti ingerite dalla mamma. Si tratta di cioccolato oppure di caffè o comunque bevande che contengono la caffeina. Quest’ultima, in genere, è meglio evitarla.

Anche l’attività sportiva troppo intensa o addirittura non adatta alla gravidanza può provocare una risposta vivace da parte del bambino. In questi casi non c’è da preoccuparsi troppo, anche se i movimenti possono sembrare associati a contrazioni uterine chiaramente percepibili. Però, una cosa è certa: vanno corretti lo stile alimentare e le abitudini di vita diurna.

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Cosa fare in assenza di movimenti fetali

Una riduzione improvvisa e drastica dei movimenti fetali o, addirittura, una loro assenza, devono invece metterti sull’attenti. Basta anche monitorare l’andamento dei movimenti nell’arco della giornata. Infatti, se il bambino si fa sentire meno o mai nell’arco di qualche ora, allora è di già arrivato il momento di rivolgersi al medico.

Spesso lo stop per lunghe ore dei movimenti è proprio anticipato da questa diminuzione evidente dei calcetti. Agire con tempestività è fondamentale. In primo luogo, in casi come questi si procede a un’ecografia.

Dall’esame diagnostico, è possibile appurare lo stato:

  • dell’attività cardiaca e la vitalità del feto;
  • alterazioni del liquido amniotico;
  • perdite.

Anche se ogni gravidanza è diversa da un’altra, è doveroso tenere in considerazione sia i fattori di rischio legati a eventi verificatisi in gravidanze precedenti sia fattori che riguardano stato di salute e stile di vita della mamma.

I fattori di rischio sono:

  • fumo, obesità e patologie metaboliche;
  • casi già accertati di morti perinatali;
  • assunzione di farmaci pericolosi in gravidanza.

L’ultima ragione che può spiegare l’alterazione significativa dei movimenti fetali è relativa a complicazioni improvvise o non individuate prima, come le malformazioni, ad esempio. A maggior ragione è importante che tu riesca a sentire il bambino che si muove: per vivere questi momenti con serenità, per seguire la gestazione settimana dopo settimana e intervenire, quando è necessario.

Ricorda che se il bambino sta dormendo è possibile che non si muova…e che stia andando tutto bene, quindi fai qualche passo e in seguito mettendoti magari coricata sul fianco sinistro cerca di ascoltarlo con attenzione, vedrai che ricomincerà presto a dare i suoi soliti calcetti.

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per il benessere, dedicata alla donna in gravidanza.

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