Perché compaiono le macchie sul viso in gravidanza

Macchie sul viso in gravidanza
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Linda Tosoni

 

Beauty Specialist ed Ostetrica

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Nell’arco della vita di una donna, la gravidanza è sicuramente il periodo durante il quale il corpo subisce i maggiori cambiamenti e le più consistenti alterazioni: alcune di queste sono visibili direttamente, mentre altre lo sono un po’ di meno.

Ebbene, in questa seconda categoria rientra certamente il cambiamento fondamentale, quello che avviene al livello dell’attività ormonale, particolarmente stimolata per fronteggiare l’arrivo del nascituro, e preparando cioè il corpo e l’organismo a questo evento straordinario.

Questa variazione di ormoni comporta peraltro degli effetti positivi sulla mente e sul corpo della futura mamma, facendola diventare più vivace, attiva e felice (certo, l’euforia è dovuta anche alla prospettiva di una nuova vita post parto!), ma soprattutto rendendo il suo aspetto generalmente più luminoso e compiaciuto.

In tale scenario, uno dei cambiamenti maggiormente visibili è certamente quello che può essere riscontrato sulla pelle del viso, che appare notevolmente più omogenea e lucida, esaltandone la bellezza e l’armonia dei tratti, rendendo la donna più attraente e – quasi – dotata di “luce propria”.  In  questo periodo così felice della vita di molte donne è dunque davvero inevitabile apparire più graziose e forti, irraggiando gli altri con la nostra positività.

Tuttavia, non tutto è oro quel che luccica.

Perché compaiono le macchie in gravidanza

Purtroppo, le variazioni ormonali di cui sopra non conducono la donna a sperimentare solo effetti positivi, bensì – in alcuni casi – anche situazioni spiacevoli.

Insomma, se sul web si parla sempre più spesso di “macchie gravidanza” un motivo c’è: la pelle della donna in gestazione è sicuramente interessata da entrambi i lati della medaglia, e anche se spesso a prevalere è quello più auspicabile, a volte fanno la loro comparsa dei segni che meno preferiamo incontrare.

La pelle della donna in gravidanza diventa infatti molto più sensibile ai cambiamenti, e a seconda di altri fattori di rischio e delle caratteristiche specifiche della donna interessata, in alcuni casi si può rivelare anche molto più orientata a sperimentare quelli che sono i tipici inestetismi della gravidanza.

Dunque, non è raro che donne che fino a quel momento avevano una pelle tendenzialmente grassa, con la gravidanza sfoggiano una pelle più secca o di tipo misto, mentre donne che in precedenza erano tediate da acne e ipersensibilità, con la gravidanza sono portate a vantare una pelle più normale.

Una situazione comune

Una cosa è però certa: quasi tutte le donne in gestazione devono fare i conti con dei cambiamenti di abitudini, e spesso questo comporta anche un cambiamento dei prodotti scelti per la cura del viso, della marca dei trucchi, o più semplicemente del tipo di detergente e di sapone.

In tale ambito, anche al fine di non rincorrere inutilmente nuovi prodotti per la cura della propria pelle, è sempre opportuno fare molta attenzione alle alterazioni del nostro corpo, in maniera tale che attraverso la prevenzione e la cura tempestiva si possano evitare l’insorgere di ulteriori stravolgimenti.

Parlarne con un buon dermatologo è quanto mai appropriato!

Ad ogni modo, in questa parte introduttiva della guida agli inestetismi della gravidanza sul viso, non posso non rammentarti come un buon modo per prevenire ogni fastidio è sicuramente quello di avvicinarsi all’utilizzo di prodotti cosmetici mirati e naturali, che abbiano principalmente una funziona idratante e nutriente, e che siano soprattutto privi di ogni agente aggressivo (come il meraviglioso Mamy Butter). Non tutti gli inestetismi sono però facili da prevenire e controllare, e sarà proprio di questi che voglio parlare oggi.

Macchie rosse viso gravidanza: il melasma

Quando si cercano informazioni su “macchie gravidanza viso”, il risultato più comune è il melasma, spesso chiamato anche come cloasma o maschera gravidica, considerato che fa la sua comparsa, di norma, sul volto della gestante.

Questa condizione estetica è facilmente individuabile grazie alla comparsa di alcune macchioline sul viso (e non solo), di un colore scuro che oscilla fra varie sfumature di marrone (in alcuni casi anche rosso), e che sono dovute ad un aumento insolito della produzione di melanina, ossia quella sostanza che – tra le altre cose – è anche responsabile dell’abbronzatura.

La maschera gravidica: un inestetismo che colpisce una buona parte delle donne in gravidanza

Come ho appena accennato, il melasma non è altro che un’anomala iperpigmentazione della pelle, la quale porta alla comparsa di queste macchie sul viso, e che a sua volta trova la sua genesi nell’eccessiva produzione di melanina. Ma come funziona questo processo? In che modo gli ormoni interferiscono con questa sostanza?

La sintesi della melanina è da ricondursi all’attivazione di un particolare enzima, il cui nome è tirosinasi. Questo enzima gestisce e accelera il processo di trasformazione della tirosina in dopamina, la quale viene successivamente ossidata, convertendosi in dopachione.

Quest’ultima sostanza subisce a sua volta un’altra reazione, raggiungendo così la creazione del prodotto finale: la melanina. Il cloasma dunque insorge quando avviene un’alterazione in questo processo di sintesi, avente come conseguenza la famosa comparsa delle “macchie gravidanza viso”.

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Queste macchie, spesso etichettate come “macchie in faccia gravidanza” o “gravidanza macchie rosse viso” però, non si trovano solo sul volto, ma spesso compaiono anche in altre zone come le ascelle, le areole mammarie, i genitali e la linea alba, ossia la sezione centrale dell’addome.

Questo inestetismo, inoltre, non compare immediatamente dopo il concepimento, ma di solito sopraggiunge dopo il quarto o il quinto mese di gravidanza, quando la donna inizia la salita verso il picco ormonale, in concomitanza della rapida crescita del feto.

Un fenomeno molto diffuso

Solitamente queste macchie tendono a scomparire completamente dopo qualche mese dal parto, ma si è recentemente scoperto che non è sempre così. Circa il 10% delle donne colpite da questo inestetismo durante la gravidanza, ne soffre anche dopo il parto per diversi mesi, mentre il 3% lamenta questa condizione estetica anche dopo 10 anni dalla nascita del loro ultimo figlio!

La persistenza di questo inestetismo dopo il parto è sicuramente da attribuirsi a una ristretta fascia di donne più predisposte, che magari in passato hanno manifesta un’iperpigmentazione anche nella fase premestruale, ma è sempre opportuno cercare di fare il punto  con il proprio medico per poter prevenire e attenuare il fenomeno.

Per quanto attiene invece la sola gestazione, più in generale è necessario constatare che il 95% delle donne è affetto da un aumento della pigmentazione durante i 9 mesi, mentre “solo” il 60% lamenta la comparsa di queste macchie, principalmente sul volto.

Il melasma: ci sono altre cause?

Non è solo l’enzima tirosinasi a contribuire all’attivazione della melanina, ma anche altri fattori che spesso agiscono in maniera concomitante, come ad esempio l’aumento della produzione di alcuni ormoni, l’esposizione solare e l’utilizzo di alcuni cosmetici che possono provocare reazioni allergiche.

Per quanto riguarda i primi, è lecito affermare che gli ormoni sono i principali responsabili della comparsa delle macchie rosse sul viso in gravidanza. Infatti, durante il quinto mese, si verifica un netto aumento dei livelli di estrogeni e progesterone nel sangue, e più nello specifico di 17 beta-estradiolo, il quale incrementa l’attività della tirosinasi, favorendo così la melanogenesi e quindi la produzione di melanina.

Se invece parliamo di esposizione solare, dobbiamo certamente sottolineare come il sole sia ovviamente coinvolto nella naturale attivazione della melanogenesi, grazie all’azione dei raggi solari UVA e UVB. Come tutti sappiamo, quando d’estate ci esponiamo al sole, stimoliamo la nostra pelle a produrre melanina per abbronzarci e ripararci dalle controindicazioni dei raggi ultravioletti. Possiamo dunque affermare che l’esposizione solare peggiora la situazione della nostra pelle, ed è dunque consigliabile l’impiego di una buona protezione solare e magari un’esposizione limitata alle ore meno calde del giorno. In questo modo renderemo più difficile la comparsa delle macchie sul viso in gravidanza.

Macchie viso in gravidanza: prevenzione

Giunti a questo punto del nostro approfondimento sulle macchie sul viso in gravidanza, innanzitutto è bene ricordare che il trattamento di questo inestetismo è praticabile solo dopo il periodo dell’allattamento, considerato che durante la dolce attesa e la successiva nutrizione del bebè al seno è meglio evitare qualsiasi tipo di farmaco. Insomma, risulta quindi fondamentale la prevenzione per attenuare la comparsa delle macchie sul viso in gravidanza.

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Come ho precedentemente ricordato, è buona norma evitare l’esposizione solare, e, ove non sia possibile, munirsi di una protezione solare con un alto livello di filtro.

Inoltre si può optare, nella vita ordinaria di tutti i giorni, per delle creme da giorno contente questi filtri, oppure l’utilizzo di prodotti cosmetici anallergici ricchi di antiossidanti e bisabololo. Questi elementi hanno infatti dimostrato di essere particolarmente indicati per favorire la normale e controllata sintesi di melanina, proteggendo cosi le cellule dallo stress ossidativo.

Gli antiossidanti non vanno poi per forza assunti attraverso le creme, ma si possono integrare anche grazie ad una dieta sana ed equilibrata (la migliore ricetta per ogni male in gravidanza!), composta soprattutto da frutta e verdura. Quando parliamo di antiossidanti, stiamo d’altronde parlando di elementi come la vitamina C ed E, l’acido lipoico e i polifenoli naturali, contenuti negli alimenti previsti all’interno di una buona dieta equilibrata, per la donna in gravidanza e non solo.

Per quanto poi riguarda il bisabololo, questo componente risulta essere presente nell’olio essenziale di camomilla, riconosciuto per la sua controazione calmante contro le irritazioni, ma soprattutto per le sue potenzialità schiarenti (la camomilla è capace di ridurre il processo di sintesi della melanina indotta dai raggi UV del sole).

Rimedi e cure per le macchie sul viso in gravidanza

E se non siamo state in grado di prevenire efficacemente questo inestetismo? Che cosa si può fare?

Ricordo ancora una volta che ogni tipo di intervento su queste macchie deve essere tendenzialmente effettuato dopo l’allattamento, in quanto le sostante e gli strumenti impiegati potrebbero danneggiare la salute del bimbo attraverso il latte materno. Inoltre, consiglio sempre di avere pazienza: questo inestetismo di norma scompare, ma non in tempi rapidi (potrebbero volerci alcuni mesi!).

Sicuramente, i metodi più efficaci – soprattutto se non si è fatta una buona prevenzione – sono anche i più aggressivi. Il meno oneroso rimane sempre quello dell’impiego di creme cosmetiche schiarenti, evitando però quelle che contengono profumi ed oli minerali, oppure l’utilizzo di sostanze chimiche depigmentanti, come ad esempio l’acido azelaico o l’acido cogico. Se invece si vuole optare per un prodotto più costoso, ci sono trattamenti estetici curativi, come ad esempio i laser, la luce pulsata e i peeling chimici.

La fitoterapia

Se tuttavia non si vuole ricorrere a queste cure, possiamo pur sempre rifarci ai rimedi naturali come la fitoterapia per combattere le macchie in gravidanza. Certo, non possiamo pretendere da essa gli stessi risultati, ma se le macchie viso gravidanza sono poche e se abbiamo fatto una buona prevenzione, allora questo metodo si dimostra sicuramente il migliore a nostra disposizione.

La fitoterapia prevede infatti l’impiego di molti estratti naturali, facilmente acquistabili in erboristeria a dei prezzi accessibili, che si possono già utilizzare in gravidanza (sempre dietro il parere del tuo medico di fiducia).

Tra questi elementi naturali troviamo la già nota camomilla, ma anche l’acido glicirretico della liquirizia e l’arbutina, con quest’ultima che è contenuta in alte percentuali nell’uva ursina, e che è famosa per la sua azione schiarente, dato che ha la capacità di inibire l’attività della tirosinasi, limitando così il processo melanogenesi, ovvero la sintetizzazione della melanina.

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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