Detergente intimo in gravidanza

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Detergente intimo in gravidanza

La fisiologia dell’apparato genitale femminile, così complessa e sofisticata, è influenzata da numerosi fattori come l’età, il sesso e le situazioni ormonali.

Per una donna l’adolescenza, l’età fertile, la menopausa e soprattutto la gravidanza, possono portare alterazioni  cutanee,  in particolare nelle aree intime tali  da richiedere particolari attenzioni.

La scelta di alcune abitudini e il tipo di cosmetico o del detergente o sapone intimo utilizzati, è un’aspetto da non trascurare.

Apparato genitale femminile: meccanismi di protezione naturali della parte intima

L’apparato genitale femminile è un insieme di organi e strutture che regolano il meccanismo della riproduzione, della minzione e della produzione ormonale femminile, nonché della formazione, crescita e maturazione del feto.

Vagina, utero, tube e ovaie si trovano all’interno del corpo e esternamente si trovano il monte di Venere, le grandi e piccole labbra con la clitoride.

La vagina rappresenta il canale di comunicazione tra l’utero e l’esterno.

L’utero possiede una forma vagamente a pera capovolta, è  l’organo di produzione della mestruazione per tutta la vita fertile.

Nel caso di avvenuta fecondazione e cioè l’unione dello spermatozoo maschile e dell’ovulo femminile, incontro che avviene in una delle due tube, il prodotto del concepimento migra verso l’utero, in cui potrà trovare le condizioni ideali per nutrirsi e svilupparsi.

Le pareti uterine nel frattempo si sono modificate proprio perché possa avvenire l’annidamento della nuova vita e continueranno a modificarsi fino a raggiungere le dimensioni che conosciamo e che permettono di contenere il feto in accrescimento.

Qui il feto rimarrà fino alla sua completa maturazione, che coinciderà con la sua nascita.

La parte inferiore dell’utero definito collo, sporge in vagina,  rimane ben chiuso per tutta la gravidanza e con le modificazioni del travaglio si aprirà per consentire il passaggio del bambino, attraverso quello che viene definito: canale del parto.

Diciamo che prima di quel momento svolge un ruolo:

  • un po’ da “tappo di contenimento” e
  • un po’ da “tappo di chiusura” al passaggio di eventuali germi o infezioni che possono risalire dal basso.

L’apparato genitale con strutture così importanti e raffinate, è dotato di un sistema naturale di protezione molto efficace, come del resto tutto il nostro organismo.

Dobbiamo sapere che a livello intestinale, a livello della bocca, sulla pelle e nella regione intima, vi è la presenza di un insieme di “soldatini” in grado di difenderci.

La cosiddetta flora batterica buona”, o meglio definita microbiota.

La flora batterica o microbiota

Il microbiota, è rappresentato da una serie di microrganismi prevalentemente costituiti da batteri, che abitano il nostro corpo.

È stata definita una stretta correlazione tra il microbiota intestinale e il nostro stato di salute.

Sembra complicato, ma in realtà non lo è, questi organismi sono in grado di difenderci dalle aggressioni esterne potenzialmente pericolose.

Convivono con il nostro organismo senza danneggiarlo, anzi ci aiutano ad assimilare il cibo, ci proteggono da molte malattie e ci fanno stare meglio, stimolando anche il sistema immunitario in nostra difesa.

Il microbiota intestinale è il più rappresentato nel nostro corpo e attraverso la produzione di particolari “muchi”, difende le pareti intestinali dai microrganismi “cattivi”.

La flora batterica vaginale e dei genitali esterni femminili, per esempio, è colonizzata da bacilli detti di Dõderlein, dal nome del loro scopritore: Doderlein.

Sulle pareti a livello delle mucose intime, questi bacilli trasformano alcuni zuccheri, in acido lattico che contribuirà alla definizione del pH cutaneo.

Gli ormoni regolano il fattore di acidità di questa zona a scopo protettivo,  influenzando il quantitativo di zuccheri presenti.

Il pH di una sostanza è un valore che si misura su una scala che va da 0 a 14.  Neutro a un valore 7, come ad esempio quello dell’acqua. E’ acido sotto il 7 e basico o alcalino sopra il 7.

La nostra cute ha mediamente un valore di pH che va da 4,5  a 5,6 e soprattutto nell’area intima si può abbassare.

Tanto più il valore sarà basso, tanto più sarà elevata l’acidità.

Gli ormoni, in particolare gli estrogeni, influenzano la composizione della flora batterica e a seconda delle fasi della vita di una donna, variano le loro azioni.

In fase fertile, nelle varie fasi del ciclo ovarico, possono influire addirittura nei diversi giorni del mese.

A livello vaginale, il valore di pH è acidulo e cioè pari a circa 4-4,5.

Il controllo dell’acidità contribuisce a mantenere un ambiente che è in grado di difendersi.

La parte intima di una donna, può essere facilmente interessata da qualche piccolo disturbo. Senza parlare di problemi importanti o infezioni che la possono colpire, va da sé come il rispetto di una sana flora batterica vaginale, manterrà alte le difese.

Che cosa può influire sulla flora batterica intima o microbiota

I microrganismi che compongono la flora batterica, presente a livello dell’area intima ci difendono, ma possono essere loro stessi aggrediti ed essere resi incapaci, con la conseguente:

  • alterazione  cutanea
  • alterazione delle mucose
  • alterazione del pH

I fattori che possono creare queste condizioni sono molteplici, per esempio:

  • la mestruazione
  • la stitichezza
  • l’assunzione di alcuni farmaci, come gli antibiotici
  • il livello di ormoni
  • l’utilizzo di indumenti intimi sintetici che a contatto con la pelle possono creare alterazioni o aumentare la sudorazione.

Che cosa è meglio fare per non alterare il microbiota intimo

  • Prediligere slip o mutandine di tessuto naturale come il cotone e meglio di colore chiaro, per ridurre la presenza di coloranti che possono essere assorbiti dalla pelle.
  • Evitare salvaslip, in quanto antitraspiranti.
  • Evitare i collant se sintetici
  • Evitare calzoni troppo stretti tipo jeans
  • Adottare una buona igiene quotidiana con un prodotto lavante che non alteri le difese naturali e quindi una particolare attenzione ai cosmetici utilizzati, per garantire il mantenimento di uno stato di salute ottimale.
  • Limitare la detersione con prodotti lavanti, massimo 1-2 volte al giorno, se necessario, utilizzare solo l’acqua.
  • Risciacquare abbondantemente il detergente, affinché non rimangano residui sulla pelle ed evitare sistemi di detersione che escludano la rimozione con acqua, tipo salviettine umidificate o ridurne l’utilizzo ai casi di vera necessità.
  • Asciugare bene le zone deterse con una salviettina, rigorosamente personale.
  • Sconsiglio l’utilizzo durante la detersione di ogni forma di spugna, piccoli panni, teli ecc., non sono indispensabili e possono rappresentare veri ricettacoli di germi.

Quali caratteristiche deve avere un detergente intimo femminile

Le caratteristiche principali che dovrebbe avere un detergente intimo sono legate alla capacità di lavare, ma di rispettare e quindi non alterare la naturale flora batterica presente.

In queste aree, diverse da tutte le altre parti del corpo, la cute e le mucose sono molto più delicate.

Se pensiamo alla cute di un piede, di un ginocchio, di un gomito, si comprende come lo spessore della pelle è maggiore, più robusta e quindi anche più resistente.

Le parti intime comprendono delle aree costituite da mucosa, che le rende più vulnerabili e indifese.

La maggioranza dei detergenti intimi, pur definendosi tali, mantengono ingredienti simili a quelli formulati per detergenti rivolti al resto del corpo.

Mantengono un pH pressoché alcalino (superiore a 7) e quindi poco adatti ad una zona a pH acido come questa.

È possibile dedurre se sono alcalini, dalla schiuma che producono a contatto con l’acqua. Più ne producono, più sono alcalini e più saranno da evitare.

Chi gradisce detergenti che fanno molta schiuma, deve sapere che la schiuma è coreografica, va bene per la vasca da bagno, ma che il detergente in questione non sarà altrettanto bello buono e carino con la pelle.

Tutto ciò che può aggredire il nostro film idrolipidico, il nostro mantello cutaneo fatto di acqua e grasso, può aggredire e infastidire tutto il nostro organo pelle.

Quali caratteristiche deve avere un detergente intimo in gravidanza

Detergente intimo gravidanza…   Spesso non ci si pone il problema o semplicemente non si conosce che, in questo particolare periodo vi è una naturale riduzione delle difese immunitarie che interessano tutto il corpo e anche a livello intimo.  La donna ha una predisposizione maggiore ad alterazioni, con rischi aumentati per vaginiti, cistiti e disturbi urinari.

Quest’area importantissima ha bisogno di essere protetta. Anatomicamente vicina all’utero e quindi al feto, per i 9 mesi di gravidanza,  rappresenterà poi anche il canale del parto.

Il microbiota va quindi preservato, perché possa svolgere il suo ruolo di protezione da eventuali aggressioni esterne.

Quale detergente intimo in gravidanza é meglio utilizzare?

Quello che si definisce un semplice  “sapone intimo gravidanza”, assume un’importanza notevole ed è evidente come sia necessario fare  attenzione alla scelta del prodotto cosmetico da utilizzare.

Considerando che l’acidità dell’ambiente genitale nel periodo gravidico  per aumentare le difese, si abbassa arrivando ad un pH di 3,5, quindi molto acido, i detergenti intimi in gravidanza dovrebbero avere caratteristiche come:

  • un’azione lavante rispettando il livello di acidità.
  • assenza di tensioattivi troppo aggressivi, cioè di sostanze come ad esempio il sodium laureth sulfate (SLES)
  • assenza di allergeni
  • assenza di coloranti
  • assenza di profumi sintetici
  • assenza di parabeni (conservanti)
  • assenza in generale di tutto ciò che possa avere un’azione aggressiva per la pelle.

Consigliati invece detergenti intimi in gravidanza contenenti ingredienti con:

  • un’azione antibatterica e antimicotica naturale, anti funghi, con la presenza di sostanze come il tea tree, la salvia e il timo.
  • un’azione emolliente, idratante, lenitiva e riparatrice con ingredienti come calendula, camomilla, malva, aloe, hamamelis, propolis, bardana o pantenolo.

Sarebbe opportuno leggere l’INCI e cioè la lista degli ingredienti presenti sull’etichetta o sulla confezione dei prodotti  cosmetici, per verificarne la qualità.

La tutela del consumatore per quanto riguarda un prodotto cosmetico è fornita proprio da questo elenco, che deve essere assolutamente presente.

Abituarsi a leggerlo, significa potersi orientare nella scelta di numerosi prodotti offerti dal mercato.

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

Contattami per una prima consulenza gratuita!

 Firma Linda Tosoni

Ultimi articoli

CONSULTA IL BLOG

cerca nel sito