Consigli per un estate in montagna in gravidanza

Estate montagna e gravidanza
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Linda Tosoni

Ostetrica ed Estetista

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Vivere la montagna in gravidanza si può? O ci sono dei rischi che è bene non sottovalutare?

Quale rapporto esiste tra gravidanza e montagna?

Sono domande piuttosto comuni da parte delle donne che in questi giorni si stanno avvicinando a un po’ di relax ad alta quota, trascorrendo qualche giornata ad alta quota in un ambiente contraddistinto da quiete e da aria pulita.

Ma che cosa possiamo rispondere a queste perplessità?

Montagna in gravidanza: si può!

Iniziamo con il ricordare che quelli di cui sopra sono dubbi frequenti e legittimi, perché quando si aspetta un bambino o una bambina, anche un semplice viaggio in montagna può rappresentare perplessità piuttosto significative per i futuri genitori.

È però importante pensare che in gravidanza non solo è possibile andare in montagna, ma che senza indicazioni mediche contrarie,  è addirittura consigliabile godere di qualche giorno di relax ad alta quota.

In questo scenario, giova però rammentare che è bene seguire qualche indicazione, e prendere delle precauzioni, che ci permetteranno di evitare ogni tipo di rischio. Ma quali sono?

Altitudine gravidanza: cosa sapere

La prima cosa da capire quando si parla di trascorrere qualche giorno in montagna in gravidanza e che effettivamente una bella vacanza ad alta quota può essere di supporto, durante l’estate, quando la futura mamma soffre parecchio il caldo. È pure bene ricordare che effettivamente anche durante la restante parte dell’anno può essere piuttosto rilassante trascorrere una settimana in montagna in compagnia dei propri cari, e vivere quindi questo particolare momento con relax e comfort.

Ci sono però alcune ipotesi in cui sarebbe opportuno evitare di andare in montagna o comunque non recarsi per lungo tempo oltre i 2.500 metri di altitudine. In particolare, è consigliabile non oltrepassare questa quota nel caso in cui la donna in dolce attesa soffra di condizioni mediche come l’ipertensione arteriosa, oppure sappia di essere a rischio di aborto spontaneo o di problematiche come la preeclampsia, oppure, ancora, sia caratterizzata da una storia passata di aborti ripetuti.

Ebbene, in tutte queste ipotesi un viaggio in montagna potrebbe incrementare il rischio di ridotta crescita del feto, aprendo dunque dei margini di potenziali disagi che sarebbe evidentemente meglio evitare.

In linea di massima, è però sempre opportuno domandare consiglio su come viaggiare in gravidanza senza rischi al ginecologo o all’ostetrica che segue la gestazione, chiedendo un parere esplicito su cosa ne pensa della possibilità di trascorrere qualche giorno di vacanza ad alta quota, o se ci sono delle raccomandazioni specifiche che ritiene che la donna debba seguire per poter contenere o azzerare i rischi sanitari.

Inoltre, una volta superata la ventesima settimana di gravidanza, è bene rammentare che un viaggio in montagna dovrebbe essere off-limits da parte della donna che soffre di ipertensione o di malattie polmonari e cardiache, o ancora se è caratterizzata da una condizione di anemia.

Camminare in gravidanza e altre attività: le precauzioni

Per quanto concerne le precauzioni da prendere, in realtà i suggerimenti che possono essere dati alla donna in gravidanza sono in buona parte gli stessi che si potrebbero dare a qualsiasi tipo di persona che si sta avvicinando a un viaggio in montagna. Dunque, è innanzitutto consigliabile bere frequentemente abbastanza acqua per contrastare l’eventuale insorgenza di ipotesi di iperventilazione, che in alta montagna sono evidentemente più frequenti a causa della maggiore altitudine.

È consentito (e per certi versi è consigliabile) effettuare delle camminate in montagna in gravidanza, evitando però di fare sforzi eccessivi o sport come lo sci, che potrebbero mettere a rischio la mamma e nascituro a causa – magari – di una accidentale caduta.

È inoltre sempre meglio informarsi sulle strutture ospedaliere cliniche che siano più vicine al luogo di domicilio vacanziero, nel caso in cui la futura mamma ne abbia bisogno, e portare sempre con sé una cartella nella quale sono conservate le copie della documentazione della gravidanza, soprattutto in quei periodi che sono considerati a maggiore rischio come i primi tre mesi.

In questo scenario è anche bene ricordare che se si soffre di del cosiddetto mal di montagna non si dovrebbero assumere mai farmaci a base di sulfamidici, a meno che non siano prescritti dal proprio ginecologo, valutato che tali medicinali sono controindicati sia nella primissima fase della gravidanza, che nelle ultime settimane, ovvero quelle che sono più vicine al parto.

Conclusioni

Come abbiamo visto, non c’è niente di male per una donna in gravidanza nel trascorrere qualche giorno in montagna. L’unico limite che bisogna porsi, è prestare attenzione a non superare frequentemente l’altitudine di 2.500 metri, soprattutto in quelle che sono le parti iniziali e finali della gestazione.

Per il resto, via libera a delle escursioni di poche ore, a patto che richiedano una camminata dolce, mentre devono essere evitati tutti quelli sport e quelle attività fisiche che potrebbero mettere a rischio la salute della donna e del nascituro.

Per quanto riguarda i principali rischi che la donna in gravidanza dovrà affrontare in montagna, questi fanno riferimento ai cali di pressione, al fiatone in gravidanza, alle vertigini, alla nausea e al vomito, ovvero a quei sintomi che possono essere brevemente definiti come “mal di montagna”.

Si tenga però conto che questo disturbo può manifestarsi non solamente nelle donne in gravidanza ma in tutti gli individui, e di fronte al quale è possibile prendere delle piccole precauzioni di cui in parte abbiamo già detto nel corso di questo approfondimento.

Insomma, l’ambiente montano è particolarmente indicato per le donne in gravidanza, che qui potranno fare delle passeggiate rilassanti, da sole o in compagnia dei propri cari. Non ci si dimentichi, infine, della possibilità di utilizzare cappelli e creme solari: prendere il sole in gravidanza in sicurezza è fondamentale non solamente al mare, quanto anche (e per certi versi soprattutto!) in montagna, anche per evitare condizioni che potrebbero risultare fonte di grande disagio come le macchie e il cloasma gravidico.

Bene comunque parlarne prima con il proprio medico, al fine di accertarsi che non vi siano specifici impedimenti. Per il resto, buon divertimento e buon relax ad alta quota!

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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