Come prendersi cura della cicatrice del taglio cesareo?

Come prendersi cura della cicatrice da taglio cesareo
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Linda Tosoni

 

Beauty Specialist ed Ostetrica

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La cicatrice del taglio cesareo è il ricordo di uno dei giorni più felici nella vita di una mamma o un antiestetico segno indelebile, con il quale convivere per il resto della propria vita? 

La risposta a questa domanda dipende da come decidiamo di affrontare il periodo post parto cesareo. Non si può negare che, essendo un parto innaturale, possa portare con sé delle conseguenze indesiderabili ma – per fortuna – quasi nulla di tutto ciò è davvero irreversibile. 

Per il desiderio di difendere la propria bellezza e per una maggiore accettazione del proprio corpo,  è normale che spesso sorgano dei dubbi intorno a questa moderna pratica, soprattutto perché essa prevede un percorso di riabilitazione dei tessuti dell’area addominale e, in taluni casi, qualche complicazione da condividere e monitorare in compagnia del proprio medico. 

Detto ciò, è bene non spaventarsi davanti all’eventualità del parto cesareo, considerato anche che ben il 30% dei parti in Italia sono effettuati tramite questa scelta, e che molto rari sono i casi avversi. Una percentuale così alta sul ricorso al cesareo dovrebbe dunque essere di rassicurazione sulla consolidata utilità di questa tecnica ma, soprattutto, dovrebbe farci comprendere che quando il numero di donne coinvolte è così alto, anche i processi curativi per la cicatrice del taglio cesareo saranno sicuramente più efficaci e pensati per ogni tipo di esigenza. 

Cicatrice taglio cesareo, un segno di cambiamento

Per i motivi di cui sopra voglio oggi rassicurare ogni futura mamma, e invitare a pensare alla cicatrice da ferita da taglio cesareo come a un segno che ricorda quel giorno in cui si è compiuto il piccolo grande miracolo della vita. Ovvero, quel giorno in cui siamo finalmente diventate mamme, dando alla luce una nuova vita e cambiando la nostra per sempre. 

Tutto ciò potrebbe spaventare, ma non lasciamo che sia la paura a condizionarci: lasciamo, piuttosto, che sia l’euforia di questi sentimenti a darci la forza, a rassicurarci con la convinzione che ad oggi esistono moltissimi modi per riappropriarsi del nostro corpo dopo il parto, anche se durante i nove mesi ha subito mutamenti davvero notevoli.

In questo breve contenuto cercherò di analizzare a fondo il processo di un parto di tipo cesareo e le specifiche condizioni che lo richiedono. Cercherò poi di concentrarmi soprattutto su come affrontare la guarigione della pancia post parto per evitare complicazioni e inestetismi permanenti. Andiamo con ordine!

Come si forma la cicatrice da taglio cesareo?

La cicatrice del parto cesareo è la conseguenza risultante dall’incisione chirurgica della parete addominale e di quella uterina, resasi necessaria per procedere con l’estrazione artificiale del feto dal suo habitat prenatale. 

Solitamente l’intervento è praticato  con un’anestesia di tipo epidurale o spinale,  preferibile perché  conduce a minori complicazioni per la salute della donna e del bambino rispetto alla tradizionale anestesia generale.  Il taglio ha una lunghezza media di 8-15 cm circa e viene effettuato trasversalmente alla linea centrale dell’addome, in un’area molto bassa, appena sopra la zona pelvica.

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Più in generale, il parto cesareo può essere di tipo elettivo, e quindi preventivamente programmato con il ginecologo prima del termine della gestazione, oppure può essere obbligato o urgente  nel caso in cui il parto naturale presenti  complicazioni  o impedimenti per mamma o bambino. 

Solitamente le condizioni che richiedono questa tecnica di tipo chirurgico, sono  note e conosciute, ma non sempre prevedibili con il giusto anticipo (e questo spiega perché il cesareo si adotta anche in regime di emergenza). 

Quando è necessario o consigliabile il parto cesareo?

In alcuni casi il parto cesareo è raccomandato dal medico per garantire il miglior benessere della mamma e del nascituro. Le principali casistiche riguardano:

  • il posizionamento del feto: per un parto fisiologico è previsto che il feto si presenti con una posizione particolare, ovvero con la testa verso il basso. Può però capitare che il bimbo si presenti in una posizione podalica. In passato i bambini podalici venivano assistiti alla nascita per via vaginale, ma ora si preferisce non incorrere in inutili rischi e procedere con un parto cesareo;
  • l’ostruzione della placenta: nonostante accada in rari casi, è bene sapere che alcune volte la placenta si forma o  si dispone crescendo in una zona dell’utero che si aprirà durante l’espulsione del feto. La placenta interposta erroneamente nel canale di uscita di quest’ultimo potrebbe bloccare il regolare passaggio (la c.d. placenta previa);
  • l’eccessivo peso del bambino alla nascita: se il pargolo ha un peso stimato di 4 kg e mezzo o più, allora il parto potrebbe diventare più  complesso, aumentando il rischio e l’evenienza di ricorrere  all’intervento chirurgico per la sua estrazione;
  • il diabete gestazionale;
  • il parto di due o più gemelli: la gravidanza gemellare è considerata a maggiore rischio e il parto potrebbe dunque avvenire per via vaginale. Diviene dunque maggiore la possibilità di dover ricorrere ad un taglio cesareo per portare a termine l’evento in sicurezza;
  • la trasmissione di malattie infettive da madre a figlio: se per la mamma si è appurato, tramite esami clinici, la presenza di particolari infezione o, più in generale, di patologie trasmissibili, si può rendere consigliabile escludere un parto vaginale a favore di un taglio cesareo, evitando così che il bimbo entri in contatto con il canale del parto.
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Quanto ci mette a guarire il taglio cesareo?

Condiviso quanto sopra, una delle maggiori preoccupazioni che le donne generalmente manifestano agli occhi dei propri medici è legata alla guarigione delle ferie da taglio cesareo.. 

Ebbene, è abbastanza rassicurate sapere che le cicatrici post parto si rimargineranno naturalmente nel giro di poche settimane. Non solo: con i giusti accorgimenti le cicatrici del cesareo potrebbero diventare praticamente quasi invisibili agli occhi, permettendoti così di ritrovare la migliore serenità.

Ricordo che di norma la ferita post operatoria si presenta sull’addome come una cicatrice cesareo rossa e lineare, per poi assumere tonalità sempre più scure, tendenti al marrone o di un colore perlaceo, a seconda della pigmentazione della pelle del soggetto (come le smagliature). Il passaggio da un colore roseo a uno più chiaro è la evidente manifestazione di una cicatrizzazione dei tessuti ormai completa, la quale solitamente viene raggiunta dopo circa un anno dall’intervento.

Ricordo tuttavia che a volte il processo di cicatrizzazione potrebbe incontrare diversi ostacoli, molto spesso riconducibili alla tecnica di sutura post parto, la quale prevede che vengano suturati diversi strati di tessuti: quello addominale, quello muscolare, e quello uterino.  Il processo di riparazione può favorire la comparsa di cicatrici a gradino, dette anche ipertrofiche o cheloidi cesareo.

Insomma, questo dovrebbe farci comprendere che non sempre la guarigione avviene come ci si augura, e che in alcuni casi è necessario ricorrere ad ulteriori interventi di tipo estetico per riportare i tessuti alle condizioni di normalità.

Cicatrice cesareo cheloide

Questa particolare tipologia di cicatrice post cesareo è una risposta elevata di cicatrizzazione dei tessuti in soggetti particolarmente predisposti. In queste ipotesi si sviluppa una cicatrice più ampia ed estesa rispetto al dovuto, che può avvenire per varie cause e in conseguenza del naturale aumento della produzione di collagene, che si attiva per cercare di ricreare un tessuto connettivo adeguato a livello cutaneo, associato ad un’eccessiva diffusione di fibroblasti.

Questa eccessiva quantità di nuove fibre di collagene non fa altro che rendere più grossa ed estesa la cicatrice iniziale dovuta al taglio cesareo, la quale inizia a diventare più voluminosa già dopo le prime settimane del post parto. I cheloidi vengono definiti comunemente anche cicatrici ipertrofiche, perché con il passare del tempo hanno la tendenza ad ispessirsi e a rendere il tessuto cicatriziale nettamente più spesso e rigido.

Queste cicatrici ipertrofiche non sono però le uniche situazioni in cui è possibile confrontarsi, perché vanno citate anche le aderenze post cesareo e l‘istmocele. Nel primo caso stiamo parlando della comparsa di una certa fibrosità sottostante la ferita, che è causata dalla mancanza di armonia nei movimenti di scorrimento fra i piani muscolari addominali e il tessuto dell’utero, che sono stati suturati  durante il cesareo. Per quanto riguarda l’istmocele, stiamo parlando di un’ernia che si può formare successivamente al parto cesareo nel tessuto uterino, a partire dalla ferita chirurgica che risulta dall’incisione  per facilitare la nascita del bimbo: questa formazione può essere causa di sensazioni pelviche dolorose, perdite di sangue anormali, e in taluni casi anche infertilità.

Come eliminare aderenze post cesareo e migliorare l’aspetto delle ferite

Durante il  periodo immediatamente successivo al parto, i tessuti suturati iniziano a cicatrizzarsi lentamente, soprattutto grazie ai punti o alle graffette metalliche che tengono uniti i due lembi. Fino a che la cicatrizzazione non sarà completa, dovremo aspettare per qualsiasi tipo di intervento diretto sulla ferita, perché altrimenti potremmo rischiare di comprometterla. 

Una volta che i tessuti si sono ormai quasi del tutto ripristinati, allora possiamo procedere con la messa in atto di alcune cure e rimedi naturali per velocizzare la rimarginazione della cicatrice cesareo. Il consiglio è quello di  mantenere la zona interessata sempre pulita e idratata, di non esporla assolutamente ai raggi solari (evitando l’iper-pigmentizzazione) e di garantire una dieta sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, perchè anche la pelle possa ricevere tutte le sostanze necessarie alla sua corretta riparazione.

Gel e cerotti al silicone

Uno dei metodi più diffusi per contrastare l’inspessimento e l’aumento di fibrosità della cicatrice cesareo, oltre che la sua espansione e quindi la sua ipertrofia, è l’applicazione notturna di un cerotto al silicone sull’area interessata, fino alla scomparsa della ferita. Questo cerotto notturno amplifica i propri effetti se accompagnato dall’applicazione di un gel siliconico o di eparina durante il giorno, dato che insieme riescono a garantire dei risultati davvero notevoli.

Massaggi

Massaggiare la zona interessata dalla cicatrice cesareo può rivelarsi un ottimo modo per favorire l’appiattamento della ferita e il miglioramento del suo aspetto estetico. Si può solitamente iniziare con i massaggi solo dopo il totale rimarginamento della lesione, ma soprattutto in assenza di dolore al tatto nell’area che andremo a trattare. Quando il nostro corpo sarà pronto, potremo iniziare a tastare la cicatrice e la zona circostante con movimenti delicati, mettendoci in posizione supina per circa 20 minuti. Il massaggio prevede semplici movimenti circolari con la punta delle dita alternate a piccole percussioni, e in alcuni casi anche l’applicazione di alcuni prodotti e creme idratanti.

Prodotti cosmetici naturali

Ormai è risaputo che quando la nostra pelle viene messa a dura prova è sempre buona cosa aiutarla e supportarla nel suo processo di rigenerazione attraverso l’uso di cosmetici con ingredienti naturali, come le apposite creme cicatrici cesareo che, di norma, sono utili anche per contenere i pregiudizi estetici di altri interventi, come l’episiotomia. 

Questi prodotti sono infatti noti per le loro proprietà nutritive, emollienti e nutrienti, che riescono a garantire un grosso contributo al processo di cicatrizzazione della ferita e al suo successivo ridimensionamento. Solitamente sono particolarmente indicate quelle creme che contengono elementi come la vitamina E e la calendula, ottimi alleati per la rigenerazione dei tessuti, oppure la camomilla, anch’essa assai nota per le sue proprietà lenitive, antinfiammatorie e antipruriginose.

Tra tutti i prodotti proposti sul mercato, ti ricordo naturalmente il MamyButter che puoi trovare in questo sito, un cosmetico numero uno per la lotta agli inestetismi della gestazione. Il Burro di Mamma è stato ideato dopo lunghi anni di studio, con il solo obiettivo di fornire a tutte le neo mamme un prodotto cosmetico di altissima qualità in grado di idratare e nutrire la pelle a fondo, grazie all’azione di ingredienti assolutamente naturali che donano la bellezza e la morbidezza che ogni donna desidera per la propria cute. Provalo e fammi sapere cosa ne pensi!

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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