Caviglie e piedi gonfi in gravidanza? Una normale conseguenza fisiologica, anche se spiacevole.

caviglie e piedi gonfi in gravidanza

Come tutti sanno, il periodo della gestazione mette sempre a dura prova il corpo di una donna, stravolgendolo con repentini sbalzi ormonali, sottoponendolo a importanti cambiamenti fisici ed estetici, e talvolta anche presentando diversi inestetismi (come smagliature, pelle secca e fastidi al seno) e condizioni dolorose, come appunto i piedi gonfi. La maggior parte di questi cambiamenti possono essere definiti fisiologici, ovvero la normale conseguenza di un processo di mutamento necessario per ospitare nel proprio grembo una nuova vita. Forse è anche per questo che la gravidanza viene vista spesso come un piccolo miracolo, perché oltre a dare la vita da nulla, comporta anche dei cambiamenti davvero impressionanti per una donna. Ovviamente non parliamo solo di cambiamenti di tipo fisico, perché è risaputo che la gravidanza riesce anche ad alterare lo stato psicologico della gestante, iniettandole dosi di felicità ed euforia, ma anche di ansia e impazienza. Tornando però ai piedi gonfi in gravidanza, è bene sapere che, per quanto sembri strano, sono il segnale di una gravidanza sana, a meno che il gonfiore non sia accompagnato da eccessivo dolore.

La maggior parte delle donne lamenta questa condizione, soprattutto durante l’ultimo trimestre. Infatti durante l’ultimo periodo della gravidanza il gonfiore di piedi e caviglie è spesso associato all’aumento della ritenzione idrica, ovvero l’eccessivo ristagno di liquidi corporei nei tessuti (spesso in quelli adiposi) e negli spazi interstiziali. Questo aumento nella ritenzione dei liquidi è dovuto alle normali modificazioni ormonali ed ematologiche che il fisico femminile subisce durante i nove mesi, e soprattutto negli ultimi tre mesi, ossia il periodo cruciale per la preparazione al parto.

Questo aumento della ritenzione idrica non si può eliminare del tutto, ma di certo è possibile diminuire i suoi effetti indesiderati attraverso la prevenzione e alcune cure specifiche. Tra i rimedi più semplici troviamo ad esempio il riposo prolungato e l’evitare di stare in piedi molto a lungo, cosi come i grandi sforzi in generale, che in gravidanza sono sempre fortemente sconsigliati. Infatti spesso durante il periodo di gestazione la coppia si ritrova a dover affrontare un trasloco o la ristrutturazione della cameretta per il futuro bebè, e ciò, oltre a poter essere causa di stress per la mamma, potrebbe anche causare un affaticamento inutile e dannoso per la salute del nascituro. Nonostante ciò, un po’ di blando esercizio fisico è sempre consigliato, essendo il modo più immediato per espellere i liquidi, oltre ovviamente all’adozione di un regime alimentare sano e con riduzione di sale. Infine è bene stare attente anche alle calzature che si indossano, cercando sempre di privilegiare le scarpe comode e i tacchi bassi (non oltre i 4 centimetri).

Prima di procedere nel dettaglio, bisogna ricordare che spesso ai piedi gonfi si associa anche una certa difficoltà di mobilità delle articolazioni e un’alterazione del colore della cute, ma non c’è da preoccuparsi: questi problemi dovrebbero scomparire subito dopo la prima settimana post parto, a meno che non siano state comprovate delle complicazioni come la preeclampsia.

Piedi e caviglie gonfie in gravidanza: quali sono le cause?

Come abbiamo visto, la principale causa del gonfiore agli arti è da attribuire alla ritenzione idrica. Quando un arto inizia a gonfiarsi, inizia anche a cambiare l’aspetto della pelle. Questa infatti avrà un’apparenza più lucente, stirata e in alcuni casi più violacea. Inoltre, talvolta, il gonfiore si può estendere anche ai glutei, alle mani e al viso.

La ritenzione idrica causa gonfiore perché i liquidi in eccesso accumulati dall’organismo (spesso tossici) rimangono intrappolati all’interno dei tessuti e nelle cavità preformate del corpo, dette anche spazi interstiziali. Spesso questi si trovano in prossimità delle zone prima menzionate, e questo giustificherebbe il loro rigonfiamento e soprattutto il loro segno distintivo: l’edema. Oltre a ciò, è bene ricordare che la genesi di questi liquidi è da ricondursi al mutamento del nostro torrente ematico, il quale durante la gravidanza aumenta la quantità di plasma, a discapito della parte corpuscolata del sangue. Il livello del plasma raggiunge e supera la soglia limite oltre la quale esso inizia a fuoriuscire dai vasi sanguigni, andando così a depositarsi negli spazi liberi, creando questo fenomeno di ritenzione.

La cosa curiosa è che è possibile capire se stiamo soffrendo di un’eccessiva ritenzione idrica grazie a una semplice prova: basta infatti premere la nostra pelle con un dito, ovviamente in un punto dove di solito ristagnano i liquidi (di solito le gambe), e osservare una depressione che andiamo a formare. In base alla profondità del solco e al tempo che ci impiega per risanarsi, noi possiamo comprendere quali sia il livello di liquidi in eccesso all’interno del nostro organismo.

Cause ormonali e meccaniche

La ritenzione idrica non è l’unica causa dei piedi gonfi in gravidanza, perché con essa coesistono almeno altri due fattori che amplificano i suoi effetti indesiderati. Infatti è risaputo che sin dal primo periodo della gestazione, il corpo femminile inizia a produrre in modo massiccio un ormone chiamato progesterone, il quale, come si può evincere dal nome stesso, viene sintetizzato per favorire lo sviluppo embrionale. La peculiarità di questo ormone è la sua capacità vasodilatatrice, che comporta un aumento della capacità venosa, rallentando così la circolazione del sangue e favorendo quindi la stasi sanguigna e la ritenzione dei liquidi. Inoltre, per quanto riguarda la causa meccanica, va ricordato che nell’ultimo trimestre l’utero aumenta di molto il suo volume, e ciò comporta un’eccessiva compressione dei vasi venosi che risalgono dagli arti inferiori verso il cuore. Ovviamente questo non aiuta la risalita del torrente ematico, favorendo indirettamente la ritenzione.

Fattori di peggioramento della condizione

Oltre alle cause precedentemente esposte, esistono anche dei fattori in grado di accentuare il problema e peggiorare il gonfiore dei tuoi arti. Abbiamo detto che i liquidi tendono a ristagnare negli spazi interstiziali, e che spesso questi si trovano nel tessuto adiposo, ovvero la nostra massa grassa. Maggiore sarà la nostra massa grassa, maggiori saranno gli spazi che potranno ospitare questi liquidi del plasma; quindi si può affermare che le donne gravide in sovrappeso abbiamo sicuramente più difficoltà a gestire questa fastidiosa condizione.

Abbiamo anche detto che la vasodilatazione è determinate per la stasi sanguigna, ed essa non è solo causata dal progesterone, ma anche dalle alte temperature. Dunque per una donna incinta è sconsigliato vivere in posti particolarmente caldi o esporsi durante le ore più calde della giornata, onde evitare un peggioramento del gonfiore. Infine anche stare in posizione eretta per troppo tempo può rivelarsi dannoso, perché la forza di gravità alla lunga può rallentare la circolazione sanguigna e quindi aumentare la ritenzione.

Gambe gonfie in gravidanza: l’importanza della prevenzione

Come già detto all’inizio di questo articolo, il gonfiore è un’effetto fisiologico della gravidanza, quindi non possiamo sperare di eliminarlo completamente. Con i giusti accorgimenti, però, possiamo certamente diminuire la portata della ritenzione idrica, rendendo la gravidanza più piacevole. Per fare ciò è necessario intervenire sulle nostre abitudini alimentari, cercando di adottare una dieta sana ed equilibrata che possa favorire il processo di diuresi e il mantenimento di una massa grassa ideale.

Innanzitutto dobbiamo ricordare che i liquidi amano gli spazi interstiziali del tessuto adiposo, quindi il primo consiglio è quello di non mangiare troppo. Dobbiamo sempre cercare di raggiungere il giusto apporto calorico giornaliero, di modo da poter tenere sotto controllo il nostro peso. Successivamente è di fondamentale importanza favorire la diuresi, e per farlo ci basterà bere molta acqua ed evitare i cibi salati o grassi, che favoriscono invece la ritenzione. Da evitare anche tutti quegli alimenti farinacei e i lieviti (pasta, pane e pizza), che in quanto tali aumentano il gonfiore (anche della pancia). Consigliatissima è invece l’assunzione di frutta e verdura, o più in generale i cibi sani, che contengono molte fibre (utili per l’attività intestinale), ma soprattutto sono in grado di favorire l’attività renale e la diuresi. Inoltre questi alimenti sono spesso ricchi di vitamine, che sono essenziali per il benessere del nostro organismo e per la prevenzione di alcuni inestetismi come le smagliature e la pelle secca. Infine si consiglia di assumere anche cibi che siano in grado di migliorare la circolazione del sangue e proteggere le pareti vascolari come ad esempio i frutti di bosco.

Come combattere il gonfiore in gravidanza?

Esistono diversi modi per alleviare il gonfiore agli arti, i quali si rivelano particolarmente utili nelle ultime settimane di gravidanza, quando questo inizia a farsi sentire più intensamente, e talvolta causa anche qualche sensazione dolorosa.

Alcuni di questi metodi li abbiamo già accennati, ma esaminiamoli nel dettaglio:

  • Fare una blanda attività fisica: mantenersi in forma, oltre a evitare l’aumento di massa grassa, vi aiuterà anche a favorire la circolazione sanguigna, quindi ha un doppio effetto benefico. L’importante è non esagerare, perché l’eccesso può compromettere la vostra salute e quella del bambino.
  • Fare degli esercizi per i piedi: Tenere in movimento i vostri arti inferiori vi aiuterà a riattivare la circolazione e quindi possibilmente anche a smuovere i liquidi in eccesso. Si consiglia di effettuare piegamenti e stiramenti dei piedi, e in aggiunta rotazioni in entrambi i sensi della caviglia, il tutto ripetuto più volte durante l’arco della giornata.
  • Garantirsi la giusta quantità di riposo: il riposo è fondamentale per una donna incita che vuole recuperare le forze, le quali spesso non tardano ad esaurirsi per via dello sforzo perenne sostenuto durante la crescita del feto. Durante il riposo, inoltre, si consiglia di sollevare le gambe sopra il livello delle anche, dato che in questo modo la gravità vi permetterà un ritorno di sangue venoso dalla estremità più rapido. Infine è sempre meglio evitare di accavallare le gambe, una postura che ha sempre favorito il rallentamento del torrente ematico.
  • Indossa calzature comode: se i tuoi piedi sono gonfi, allora potresti aver bisogno di una scarpa comoda, possibilmente senza lacci e magari di un mezzo numero in più (anche una taglia in più in alcuni casi), Inoltre sono assolutamente da evitare le scarpe con tacchi o plateau troppo alti, che potrebbero solo peggiorare la situazione. Infine consigliamo, se lo si ritiene necessario, l’acquisto di calze elastocompressive, ovvero delle speciali calze elastiche che sono in grado di stimolare la circolazione linfatica e sanguigna.
  • Infine si può sempre optare per qualche rimedio naturale, che rappresentano sempre un’alternativa valida in gravidanza. Tra questi troviamo ovviamente i massaggi manuali che comprendano molto bene i piedi, le gambe e non escludano il resto del corpo. Utili trattamenti drenanti  e linfodrenanti, trattamenti come l’agopuntura, la fitoterapia e l’aromaterapia. Ovviamente è sempre d’obbligo consultare un professionista esperto in trattamenti per la gravidanza o il proprio medico di fiducia.
Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

Contattami per una prima consulenza gratuita!

 Firma Linda Tosoni

Ultimi articoli

CONSULTA IL BLOG

cerca nel sito