Abbronzatura: perchè la pelle si colora

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Abbronzatura in gravidanza

I meccanismi dell’abbronzatura

L’abbronzatura è quel meccanismo attraverso il quale la nostra pelle si colora sotto l’azione dei raggi UV provenienti dalla luce solare a da quella artificiale di una lampada abbronzante.

L’abbronzatura è una reazione naturale della pelle per assicurarsi la giusta protezione dai raggi solari.

Quando ci si espone, la melanina presente nella nostra pelle viene attivata.

Alla base dell’epidermide lo strato superficiale della pelle, si trova lo strato germinativo che è costituito da un’unica fila di cellule in continua riproduzione.

A questo livello, ogni circa 10-12 cellule, si trovano cellule particolari dette melanociti, che hanno la funzione di produrre melanina, quel particolare pigmento che ci contraddistingue dando il colore alla nostra  pelle.

I melanociti, sono a forma di piccoli polipetti e mammano vengono stimolati dalla luce solare producono  piccoli tentacoli che si allungano tra gli strati di cellule verso l’alto.

La melanina si distribuisce su questi piccoli tentacoli come tanti piccoli bottoncini, si ossida e assume un colore sempre più scuro, ecco come si forma l’abbronzatura.

Il colore si crea a partire da una vera e propria struttura di protezione, uno schermo naturale alla base dell’epidermide.

A questo livello sono presenti le cellule che daranno origine a cellule figlie, che andranno a costituire  gli strati sovrastanti.

Mantenere sani i nuclei delle cellule madri, significa mantenere il resto del tessuto sano.

La melanina quindi, aumenta con l’esposizione solare ed è un meccanismo che la pelle mette in atto per proteggersi.

Oltre all’abbronzatura l’esposizione ai raggi ultravioletti, stimola alcune reazioni del corpo come la produzione di  vitamina D a livello cutaneo. Questa sostanza è  di grande aiuto per molti processi, come quelli che intervengono nel metabolismo delle ossa.

L’aumento della melanina é un processo che parte dalla sintesi di un particolare aminoacido (tirosina), collegata ad un’altra sostanza particolare: la dopamina coinvolta nella processi di regolazione dell’umore.

Quando si dice “la luce è vita”, probabilmente ci si riferisce proprio a questi effetti, la luce solare ci da benessere sia come sensazione, ma anche per le sostanze che vengono prodotte nel nostro organismo.

Esporsi alla luce innalza un’altra sostanza e cioè  la serotonina proprio regolatrice di molti aspetti dello star bene.

Le persone che vivono in paesi dove le ore di sole sono ridotte, possono essere interessate da maggiori problematiche di ansia e depressione.

Lasciarci invadere dalla luce, dal suo tepore lo sappiamo tutti, ci da una sensazione di piacere, bisogna però, farne il giusto uso per evitarne i possibili danni.

Dopo la stimolazione dei raggi ultravioletti, il processo di abbronzatura, parte con un arrossamento più o meno intenso della pelle.

Il rossore, si manifesta prima della formazione di melanina e rappresenta la prima risposta che la pelle attiva per proteggersi.

La melanina, si concentra verso la superficie dell’epidermide, impiegando  4-5 giorni per dare il colore alla pelle.

La melanina ha il compito di schermare, attenuare gli effetti dei raggi UV impedendo che vengano danneggiate le cellule dell’epidermide e del derma sottostante.

Ecco perché la massima cautela nell’esposizione, va adottata nei primi giorni, per dar tempo alla pelle di prepararsi a difendersi.

Perchè in gravidanza ci si abbronza di più

L’ abbronzatura in gravidanza, in cui gli ormoni regolano ogni reazione dell’organismo, in particolare gli estrogeni, influenzano i melanociti ad un lavoro maggiore, con l’aumento di melanina.

Generano un eccesso di pigmento, che renderà la pelle più scura, per renderla più resistente alle modificazioni che dovrà subire.

Ci si abbronza naturalmente di più, ma bisogna porre attenzione al rischio di macchie, a cui si è più esposte.

In genere, la comparsa delle macchie coincide con la fine del primo trimestre di gestazione e rappresenta una condizione imprevedibile, per questo è uno degli inestetismi della gravidanza più temuto.Le macchie gravidiche invece,  possono presentarsi come chiazze irregolari scure, generalmente sulla fronte, contorno  occhi,  guance o area del naso e della bocca, formando la cosiddetta mascherina gravidica.

Possono  interessare anche il corpo come la pancia, la “linea alba” che si trova  tra ombelico e pube, l’areola mammaria del seno e alcune parti dei genitali.

Al termine del percorso gravidico e dopo la fine dell’allattamento queste aree così scure si attenuano e regrediscono, purtroppo non sempre del tutto.

Eritemi e scottature

Dopo i primi tempi nei quali ci si espone, la pelle ha prodotto naturali meccanismi di protezione come la pigmentazione, in seguito  si verifica una sorta di ispessimento dello strato corneo che impedirà o ridurrà  la penetrazione dei raggi UV.

Quando la pelle non è adeguatamente pronta o ci si espone in maniera eccessiva rispetto al proprio fototipo, si possono creare reazioni come un eritema o una scottatura.

Queste manifestazioni rappresentano la risposta della pelle ad un’aggressione esagerata dei raggi solari, con la possibile comparsa di bruciore, dolore, prurito fino ad arrivare alla formazione di bolle.

È ovvio come questi danni possono essere pericolosi per l’invecchiamento della pelle, per la possibile formazione  di macchie fino a forme più gravi patologiche come i melanomi.

Gli schermi solari

La necessità di schermare e difendersi dagli eccessi dei raggi solari si è sempre cercata di mettere in atto in vari modi.

Nella storia, si presume venissero utilizzati sostanze reperite in natura come fango o argilla resi in poltiglia e applicati sulla pelle.

Esistono schermi chimici e schermi fisici

Il filtro solare è una sostanza in grado di filtrare, schermare, riflettere o disperdere  la radiazione solare.

I raggi solari

I raggi solari che si conoscono sono diversi, esistono:

  • raggi ultravioletti UVC che sono respinti dallo strato d’ozono, sono dannosi e per fortuna filtrati.
  • raggi ultravioletti UVB
  • raggi UVA che sono quelli maggiormente a contatto con la pelle riuscendo a penetrare facilmente

Le classi di protezione e gli Spf

La commissione europea, ha stabilito delle linee guida e indicazioni per l’etichettatura dei cosmetici solari che prima potevano contenere indicazioni di spf dal valore 2-4-6-8-10 è così via.

In realtà era molto poco chiara come indicazione, in quanto ogni azienda produttrice dava indicazione di fattore di protezione non univoca.

La sigla spf con un numero a fianco, identifica il fattore di protezione solare (sun protection factor) cioè quanto ci si possa esporre senza danni, rispetto alle proprie caratteristiche.

Più alto sarà l’spf, più sarà alta la protezione al sole.

Recentemente si é uniformato il concetto di protezione a 4 forme protettive e cioè si è introdotto la divisione in classi:

  • protezione bassa  (15 spf)
  • protezione media (30 spf)
  • protezione alta  (50 spf)
  • protezione molto alta (50+)

Quindi il valore di spf è superfluo ma ci si dovrebbe orientare con le classi, vere forme di comunicazione sul tipo di protezione del solare.

Come esporsi al sole senza rischi

La prima protezione deve essere praticata attraverso gli indumenti:

  • evitare di esporsi se la pelle è irritata, arrossata o non integra
  • evitare di esporsi senza l’adeguata protezione solare
  • evitare eccessi di esposizione rispetto al proprio fototipo
  • evitare esposizioni in orari centrali  dalle 10 del mattino alle 16 del pomeriggio
  • evitare esposizioni stando fermi, meglio in movimento
  • indossare un cappello, che ripari bene la testa, le orecchie e il viso
  • indossare occhiali da sole

Prodotti cosmetici solari

I prodotti solari, devono avere formule che abbiano la possibilità di aiutare la pelle a difendersi dai raggi UV, devono limitare l’azione ossidante e possedere filtri protettivi adatti:

  • all’età
  • al fototipo
  • alla latitudine in cui ci si espone
  • alla stagione
  • alla eventuale situazione ormonale (gravidanza, menopausa)

Deve essere resistente all’acqua e al sudore (waterproof) e contenere sostanze il più possibile idratanti e difensive per la pelle.

Come devono essere applicati i prodotti solari

Per garantire una buona abbronzatura senza danni e rischi di scottature, eritemi e macchie, i prodotti solari devono essere utilizzati seguendo alcune regole:

  • applicati a pelle pulita e struccata per il viso
  • applicati con modalità e quantità idonee
  • applicati almeno 30-40 minuti prima dell’esposizione per consentire che raggiunga le strutture da proteggere
  • applicati in maniera ripetuta durante la giornata soprattutto se ci si immerge in acqua
  • scelti in base alla classe (bassa, media, alta, molto alta e non dell’spf)
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Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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