Come prendersi cura delle cicatrici post parto

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Linda Tosoni

Ostetrica ed Estetista

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La preparazione al parto e la scelta tra parto naturale e cesareo

Quando si parla di gravidanza, spesso si consigliano alla neo mamma semplicemente strategie e tecniche per affrontare il parto nel migliore dei modi. Tuttavia di recente si sta considerando questo evento anche dal punto di vista dei trattamenti viso e corpo a cui la donna può sottoporsi durante gli ultimi mesi prima della nascita. Non si tratta soltanto di trattamenti estetici, ma soprattutto di interventi per assicurare il benessere della donna e permetterle di giungere al parto rilassata e tranquilla . Un altro aspetto che non si deve trascurare è la scelta tra parto naturale o cesareo. In Italia il taglio cesareo si verifica in circa il 38% dei parti, una percentuale superiore alla media europea. Tuttavia l’incidenza varia a seconda delle regioni italiane. Il cesareo è un intervento chirurgico che può essere effettuato sia per esigenze della gestante, sia per esigenze  mediche. Tra queste si ricordano:

– la presentazione podalica del feto;

– un peso stimato del feto  pari o superiore a 4,5 chili;

– la presenza di patologie materne come ad esempio il diabete, l’ipertensione o alcune infezioni;

– placenta previa (posizionata lungo il decorso del canale del parto);

– in alcuni casi il parto gemellare.

Per taglio durante il parto, nella maggior parte dei casi ci si riferisce al cesareo, durante un parto vaginale invece può essere definito anche come episiotomia. Si tratta del taglio eseguito durante il parto naturale e consente di allargare il canale del parto, così da facilitarlo o ad evitare che si creino lacerazioni spontanee. Viene considerata un’operazione chirurgica, non viene praticata di routine e si effettua in anestesia locale. Il taglio è ben suturato dopo il parto. Molti medici consigliano un intervento di episiotomia perché ritengono possa ridurre  l’incidenza di traumi perineali, permetta di proteggere il neonato da eventuali traumi e di contrastare il verificarsi della disfunzione post-partum del pavimento pelvico. Tuttavia questo intervento può portare ad effetti collaterali se non eseguito quando ne sussiste un’adeguata motivazione, come:

– un parto precipitoso, troppo rapido da non permette un’adeguata dilatazione naturale della vagina;

– si sospetta sofferenza fetale quando il neonato è ancora nel canale del parto;

– le spalle del neonato sono bloccate;

– parto podalico;

– la testa del bambino è troppo grande.

Sia in caso di parto cesareo sia di parto naturale con episiotomia è fondamentale trattare le cicatrici in maniera adeguata, così da evitare complicazioni, disturbi e inestetismi estetici e funzionali.

Cicatrici parto: come trattarle

Le modalità di trattamento delle cicatrici del parto variano a seconda che si stia parlando di un cesareo oppure di un’episiotomia. In ogni caso è necessario prendersene cura per evitare che si formino aderenze e quindi fastidiose complicanze. In genere la cicatrice episiotomica che non è stata adeguatamente trattata può portare a mal di schiena, dolori durante i rapporti oppure a livello anale. Invece, quando si parla del cesareo, le conseguenze possono essere dolori cervicali e della zona lombo-sacrale. Qualunque sia la tipologia di cicatrice è fondamentale intervenire in maniera adeguata. In entrambe le situazioni si consiglia di massaggiare l’area interessata ogni giorno usando prodotti topici, come l’olio essenziale di iperico oppure di rosa mosqueta. Sotto indicazione del proprio medico curante è possibile optare anche per terapie strumentali, ad esempio la tecarterapia oppure gli ultrasuoni. Una particolare attenzione deve essere prestata alle cicatrici legate al parto cesareo perché hanno un impatto maggiore sia sulla psiche sia sul corpo della donna.

I problemi legati alla cicatrice da parto cesareo

Prendersi cura delle cicatrici da parto cesareo vuol dire trattarle secondo le indicazioni del medico fin dal primo momento. Una maggiore cura deve riguardare le donne la cui pelle presenta una maggiore predisposizione alla comparsa di cicatrici cheloidi. In particolare il trattamento deve essere prolungato nel tempo e deve interessare sia l’aspetto psichico sia quello estetico. Infatti il cesareo rappresenta un trauma più forte rispetto al parto naturale e bisogna mettere in atto adeguate strategie per aiutare le donne ad accettare le cicatrici ed evitare che si trasformino in uno stress per la mente della neo mamma. Innanzitutto occorre valutare alcuni elementi:

– la cicatrice del cesareo può alterare la percezione che la donna ha del proprio corpo perché viene vista come una fonte di imbruttimento del proprio aspetto. Ciò si spiega anche con il fatto che durante i primi mesi post-partum la psiche di una donna può essere più delicata;

– spesso si crede che l’aspetto della cicatrice non possa essere migliorato. Si tratta di una convinzione che nella maggior parte dei casi non ha fondamento reale. Per appiattire e rendere meno appariscente le cicatrici del cesareo è necessario svolgere un trattamento continuato. La soluzione che consente di ottenere i migliori risultati consiste nell’iniziare a trattare la cicatrice perfettamente guarita il prima possibile. Inoltre si può chiedere consiglio al proprio medico;

– il taglio cesareo è maggiormente soggetto a trasformarsi in un cheloide, ossia una cicatrizzazione anomala. Questa evoluzione ha una limitata incidenza perché nella maggior parte dei casi la ferita, se adeguatamente curata, diventa un segno quasi impercettibile dopo un certo periodo di tempo. La formazione del cheloide avviene a causa di un aumento nella produzione di collagene connessa a un’eccessiva proliferazione di fibroblasti. Il risultato finale è una cicatrice dura, spessa, più estesa e visibile rispetto alla ferita iniziale, che da morbida e arrossata si schiarisce nel tempo fino a diventare dura. Si tratta di un inestetismo molto più difficile da accettare da parte delle neo mamme, tuttavia è possibile migliorare l’aspetto delle cicatrici da parto cesareo anche in presenza di cheloidi.

Le cicatrici parto cesareo: come intervenire

Trattare il taglio cesareo vuol dire prendersene cura finché il processo di cicatrizzazione non si è concluso; in certi casi possono servire anche alcuni mesi perché le modalità e i tempi variano in base alle caratteristiche della pelle della neo mamma. Tuttavia è necessario mettere in atto determinate accortezze per facilitare la cicatrizzazione e ridurre al minimo il rischio di complicanze. Tra le soluzioni più consigliate ed efficaci si ricordano:

– la ferita deve essere medicata e disinfettata finché non si rimargina completamente seguendo le indicazioni del medico;

– il processo naturale di cicatrizzazione deve essere favorita usando appositi prodotti. Si consiglia di applicare sulla zona interessata creme, come la nostra Mamy Butter, oppure oli essenziali a base di rosmarino, lavanda, calendula o camomilla. Si tratta di piante benefiche con un elevato contenuto di vitamina E, che aiuta a prevenire la formazione di cheloidi, migliorare l’aspetto della cicatrice e la sua naturale trasformazione in un segno quasi impercettibile e molto sottile. Nello specifico la vitamina E idrata l’area cicatriziale, mentre il rosmarino e la lavanda hanno proprietà antisettiche e lenitive. Invece la calendula favorisce il processo di rigenerazione dei tessuti e la camomilla svolge un’azione antinfiammatoria e antipruriginosa. Queste proprietà risultano molto utili in questa fase perché la cicatrizzazione spesso comporta prurito e infiammazione cutanea. L’idratazione della zona interessata dalla cicatrice è fondamentale perché supporta il processo di cicatrizzazione e favorisce la rigenerazione cellulare. Inoltre rende meno sensibile l’area dell’addome e quindi riduce gli episodi dolorosi legati a stiramenti del corpo oppure movimenti;

– occorre prestare una maggiore attenzione alle neo mamme la cui pelle tende alla formazione di cheloidi. Una vota che la ferita del cesareo si è rimarginata inizia per loro la fase più critica ed è necessario iniziare a prendersi cura delle cicatrici post-parto il prima possibile per ottenere risultati migliori. A queste donne sono prescritte formule antisettiche arricchite, finalizzate a proteggere la pelle e attenuare la cicatrice perché hanno proprietà rigeneranti cutanee, lenitive, antiprurginose e antinfiammatorie.

Altri accorgimenti che consentono di ridurre l’impatto delle cicatrici da cesareo sono:

– applicare sulla zona interessata gel di silicone. Questo prodotto aiuta a contrastare la formazione di cheloidi o addirittura la scomparsa della cicatrice;

evitare l’iper-pigmentazione della zona cicatriziale proteggendola dai raggi solari. Questo accorgimento diventa rilevante nei mesi estivi;

– seguire un’alimentazione sana ed equilibrata. Coprire il fabbisogno di vitamine richiesto dall’organismo attraverso un adeguato consumo di frutta e verdura è fondamentale per la protezione della pelle e la rigenerazione dei tessuti.

Nel caso in cui le cicatrici da parto cesareo si evolvano in cheloidi molto gravi è possibile intervenire in maniera mirata. Sotto controllo medico si può optare per trattamenti laser, massaggi cicatriziali, la crioterapia e persino le iniezioni intralesionali di farmaci.

 

Su di me

Linda Tosoni

Dopo un’esperienza professionale ventennale come ostetrica ospedaliera, estetista, insegnante, consulente e titolare di un istituto di bellezza, ho deciso di creare un vero e proprio metodo per l’estetica dedicata alla donna in gravidanza.

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